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Governo, ministri Pdl si dimettono. Letta: da Berlusconi gesto folle

Silvio Berlusconi ha chiesto ai suoi ministri di lasciare la compagine di governo, aprendone così la crisi. Il premier Letta, che ha subito informato telefonicamente il presidente della Repubblica in visita a Napoli, ha detto di volersi presentare alle Camere perché ciascuno si assuma le proprie responsabilità e ha bollato come «irresponsabile» la decisione di Berlusconi.

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Parole chiave: Pdl (4), Enrico Letta (24), Silvio Berlusconi (59), Giorgio Napolitano (141)
Palazzo Chigi

«A seguito dell'invito del presidente Berlusconi a dimetterci dal governo per le conclusioni alle quali il consiglio dei ministri di ieri è giunto sui temi della giustizia e del fisco, non riteniamo vi siano più le condizioni per restare nell'esecutivo dove abbiamo fin qui lavorato nell'interesse del Paese e nel rispetto del programma del Popolo della Libertà. Rassegniamo le nostre dimissioni anche al fine di consentire, sin dai prossimi giorni, un più schietto confronto e una più chiara assunzione di responsabilità». Lo dichiarano in una nota congiunta Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello, dopo che lo stesso Alfano aveva annunciato al premier le prossime dimissioni della compagine Pdl.

Appresa la decisione dei ministri Pdl, il premier Enrico Letta ha telefonato al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e ha ribadito la volontà di andare in Parlamento per un chiarimento alla luce del sole. è quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi. Il presidente Napolitano, si legge in una nota del Quirinale, non ha modificato i suoi programmi che lo vedevano a Napoli per una visita. Tornerà a Roma domani pomeriggio.

Duro il commento del premier Letta: “Berlusconi per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l'alibi dell'Iva”.

“La responsabilità dell'aumento dell'Iva - prosegue - è invece proprio di Berlusconi e della sua decisione di far dimettere i propri parlamentari mercoledì, fatto senza precedenti, che priva il Parlamento e la maggioranza della certezza necessaria per assumere provvedimenti che vanno poi convertiti. Per questo, ieri si era deciso di andare al chiarimento parlamentare e si era concordemente stabilito di postporre a dopo il voto in Parlamento i provvedimenti economici necessari. Gli italiani - conclude Letta - sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica e un simile tentativo di totale stravolgimento della realtà. In Parlamento ognuno si assumerà le proprie responsabilità d'innanzi al Paese”.

La crisi è iniziata a sorpresa oggi pomeriggio con la nota diffusa da Silvio Berlusconi, nella quale si affermava che l'ultimatum lanciato ieri dal presidente del Consiglio, Enrico Letta ai partner di maggioranza “è inaccettabile e irricevibile”. “La decisione assunta ieri dal presidente del Consiglio dei ministri Letta di congelare l'attività di governo, determinando in questo modo l'aumento dell'Iva - si legge nella nota - è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto” scrive Berlusconi nella sua dichiarazione. “Per queste ragioni, l'ultimatum lanciato dal premier e dal Partito Democratico agli alleati di governo sulla pelle degli italiani, appare irricevibile e inaccettabile” sentenzia e aggiunge: “Pertanto, ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l'opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani”.

Fonte: Asca
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