Italia

I CARCERATI SCRIVONO AL PAPA: CHIEDA CLEMENZA

I 1.600 detenuti della casa circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia e i 16 cappellani del carcere romano hanno fatto avere in Vaticano una lettera rivolta a Papa Giovanni Paolo II in cui chiedono che nella sua visita il 14 novembre prossimo al Parlamento chieda un gesto di clemenza per i carcerati italiani. «Santo Padre, abbia pieta’ di noi, ci aiuti – è scritto nella lettera consegnata oggi in Vaticano dal cappellano don Sandro Spriano – a riportare a galla quell’immagine di Dio che è stampata nel nostro cuore, chiedendo ancora una volta un gesto di clemenza ai nostri governanti, nel giorno in cui si rivolgerà ai parlamentari italiani».

«Indulto ed amnistia – prosegue il testo della missiva, sottoscritta anche dai volontari dell’associazione Vic-Caritas di Roma – – non rappresentano certo la soluzione di tutti i mali, ma in questo momento storico regalerebbero quel poco di respiro, di spazio, di aria sufficienti a ridare speranza a tanti figli di Dio che vogliono sì espiare la propria pena, ma con dignità e nel rispetto delle regole». I detenuti hanno detto di tradurre la voce di «oltre 57mila giovani, vecchi, donne e bambini che hanno pochi titoli per farsi ascoltare perché sono in carcere, ma non voglio rinunciare al diritto di sentirsi amati dal Padre Celeste che accarezza tutti con infinita tenerezza e vuole anche noi salvati e liberi», e nella lettera hanno ricordato «il toccante messaggio» con cui il Papa in occasione del Giubileo aveva chiesto ai governanti un gesto di clemenza per i detenuti.