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Legge 194: Casini (Mpv), relazione ministero non considera aborti clandestini

«La relazione ministeriale sulla attuazione della legge 194 per il 2012 e il 2013, nella linea dei precedenti rapporti annuali, si compiace per la diminuzione degli aborti legali, ma ignora che tale diminuzione è causata anche da una enorme riclandestinizzazione dell'aborto, dovuta all'uso esteso di varie pillole eventualmente abortive impropriamente dichiarate esclusivamente contraccettive»: lo afferma Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita.

Percorsi: Forum famiglie - Mpv - Vita
Parole chiave: Carlo Casini (8), aborto (107), Francesco Belletti (15)

«Ma - avverte Casini - è scientificamente dimostrato che le varie pillole ‘del giorno dopo' e ‘dei cinque giorni dopo' se vengono utilizzate a fecondazione già avvenuta o nei due giorni che precedono l'ovulazione, non prevedono la fecondazione ma impediscono l'annidamento dell'embrione già formato». Poiché, secondo informazioni giornalistiche, «annualmente sono vendute non meno di 5400.000 confezioni di queste pillole, si può ragionevolmente ritenere che la somma degli aborti illegali e clandestini è tutt'ora molto più elevata di quello che sembra perché molti sono gli aborti talmente clandestini da essere completamente occulti e inconoscibili». Per il presidente del Mpv, «molti sono dunque gli aborti clandestini ma c'è anche chi vorrebbe rendere clandestino il concepito sostenendo che egli non esiste fino al momento dell'impianto in utero, una settimana circa dopo la fecondazione».

«Fortunatamente non è questa la posizione del ministro, che, pur non affrontando il problema qui segnalato, manifesta l'intenzione di difendere la vita concepita mostrando attenzione all'opera dei consultori familiari», sostiene Casini. «È una pista da sempre seguita dal Movimento per la vita - evidenzia il presidente - le cui proposte concrete di riforma dei consultori, più volte rese note, saranno al più presto presentate di nuovo al ministro della Salute. Di cui apprezziamo il passo compiuto inviando un questionario ai consultori. Il fatto che il numero dei colloqui con le donne che hanno chiesto l'Ivg risulti superiore al numero dei documenti rilasciati per autorizzare l'aborto potrebbe essere il sintomo di una efficacia preventiva anche a gravidanza in corso che potrebbe essere migliorata attraverso un sistematico contatto con i Centri di aiuto alla vita». Infine, conclude Casini, «i Cav (Centro di aiuto alla vita) hanno aiutato a nascere nel 2012 16mila bambini e 17mila nel 2013. Sarebbe bello se la prossima relazione ministeriale potesse dirci non solo quanti bambini vengono abortiti ma anche quanti bambini sono stati salvati da uno Stato che, pur avendo rinunciato a vietare e punire, non può e non deve rinunciare a difendere i nascituri in alleanza con le loro madri».

«Dalla relazione emergono importanti novità ma anche vecchi trucchetti», afferma Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, a proposito della relazione sull'applicazione della legge 194. Per Belletti, «la novità veramente importante riguarda l'obiezione di coscienza, da tempo sottoposta ad un tiro incrociato. Dalla relazione risulta in modo incontrovertibile che ‘non emergono criticità nei servizi di Ivg'. Anzi. Ogni ginecologo non obiettore, lungi dall'essere sottoposto a ritmi di lavoro intollerabili, come vorrebbe Zingaretti, pratica mediamente 1,4 aborti ogni settimana. L'attacco all'obiezione non ha dunque alcun fondamento organizzativo ma si conferma come squisitamente ideologico». Ci sono trucchetti, invece, sul numero degli aborti. Secondo la relazione, nel 2013 si sarebbero registrati 102.644 aborti rispetto ai 107.192 del 2012. «Peccato che i dati dell'anno scorso sono provvisori e gli altri definitivi e che tra i due tipi c'è sempre una differenza di qualche migliaio di Ivg. Diminuzione tutta da verificare, dunque. E tutto questo senza considerare il ricorso alle pillole del giorno dopo, sempre più massiccio e privo di riscontro», commenta Belletti, per il quale «più che di attacchi all'obiezione di coscienza, quindi, c'è bisogno oggi di potenziare i percorsi nascita».

Fonte: Sir
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