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Legge 40 alla Consulta: Gigli (Mpv) «Sorprende e addolora la fuga del governo»

«Sorprende e addolora» la decisione della Presidenza del Consiglio di non intervenire martedì 14 davanti alla Consulta «per difendere la legge 40/2004 nel ricorso promosso contro il divieto di accesso per coppie fertili che desiderano sottoporre preventivamente l’embrione a screening per escludere eventuali malattie genetiche» afferma Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita.

Parole chiave: Legge 40 (62)
Fecondazione

«Sorprende, perché il governo smentisce in tal modo il dato politico di una legge approvata nel 2004 a larga maggioranza dal Parlamento e sottoposta anche alla prova referendaria». «La politica - dice Gigli - lascia trasparire così una pericolosa subordinazione al potere giudiziario e lascia la legge indifesa di fronte ad un progressivo smantellamento a colpi di sentenze. Il primato della politica vorrebbe che, se si vuol cambiare una legge, lo si faccia nelle aule parlamentari ed alla luce del sole». (segue)

Secondo Gigli, questa fuga del Governo «addolora, perché prelude all’introduzione nel nostro ordinamento di un pericoloso principio di tipo eugenetico che neppure la stessa legge 194 sull’aborto aveva mai osato invocare. La possibilità di una selezione eugenetica rischia di contribuire al diffondersi di un’idea di società capace di accoglie i sani e i forti e non già i fragili e i malati. Tanto più quando nel nostro Paese diviene ogni giorno più difficile adottare bambini». «Non esiste il diritto ad avere un figlio, ancor meno il diritto ad avere un figlio sano» conclude Gigli. «Non esiste un diritto all’autodeterminazione senza bilanciamento con la tutela dei soggetti fragili coinvolti nelle scelte, a meno che non si pretenda di non considerare più l’embrione umano come un essere umano».

Fonte: Sir
Legge 40 alla Consulta: Gigli (Mpv) «Sorprende e addolora la fuga del governo»
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