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Legge elettorale: proposte da Miano (Ac), Baggio (Focolari) e Costalli (Mcl)

Avanti con il dibattito sulla riforma elettorale, ma stop alle liste bloccate e a eccessivi premi di maggioranza. Sono alcuni degli elementi che emergono dalla tavola rotonda promossa oggi da Radio Vaticana sul cosiddetto Italicum, alla quale hanno preso parte Franco Miano (presidente nazionale Azione cattolica italiana), Antonio Maria Baggio (movimento dei Focolari) e Carlo Costalli (presidente del Movimento cristiano lavoratori). Franco Miano ha anzitutto sottolineato che si registra in questa fase «qualche passo avanti rispetto alla precedente situazione di stallo» attorno alla nuova legge elettorale, tenuto conto che l'attuale sistema per l'elezione del Parlamento «non rappresenta la realtà».

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«Tuttavia - ha aggiunto - siamo vigili perché gli obiettivi della governabilità devono andare insieme a quelli di una adeguata capacità di esprimere rappresentanza». Da qui i dubbi del presidente di Ac rispetto a una soglia troppo elevata di sbarramento, mentre un chiaro «no» è espresso circa le liste bloccate, che non permettono ai cittadini di esprimere, mediante le preferenze, una precisa scelta sui candidati. «L'Italicum vorrebbe offrire una maggiore efficienza e semplificazione politica - ha argomentato Miano -. Elemento, questo, che ha aspetti positivi ma che pone anche un problema di fondo che non è stato adeguatamente considerato: è la proliferazione di realtà intermedie che caratterizzano l'Italia, sia politica che sociale. E questo dato non si può spazzare via in nome dell'efficienza».

Antonio Maria Baggio, dei Focolari, ha invece affermato: «La nuova legge elettorale deve trovare equilibro tra due istanze, tra sistema maggioritario e sistema proporzionale. Il rischio maggioritario è quello di creare un governo appoggiato solo da una minoranza del Paese. L'Italicum risponde alla prima esigenza», ossia «creare una maggioranza certa. Però il modo con cui lo fa non va bene, perché i cittadini non scelgono i parlamentari perché le liste sono ancora bloccate. Ci sono, però, possibili rimedi. Dare almeno una preferenza all'interno di queste liste bloccate. Altra possibilità è accompagnare alla legge elettorale una legge che disciplini i partiti: una realtà ‘privata' con l'obbligo, però, della massima trasparenza nel presentare i propri candidati». Anche Baggio afferma a proposito delle preferenze: «Bisogna che il cittadino possa scegliere». Altri aspetti sottolineati sono «l'abnormità del premio di maggioranza» e la soglia di sbarramento. Carlo Costalli, presidente Mcl, ha spiegato: «Ritengo positivo che si sia messo in moto un processo riformatore. Nello specifico, nei temi centrali del dibattito politico, ci sono due filoni da approfondire, quello della governabilità con il premio di maggioranza e, l'altro, della rappresentanza dei cittadini». Anche Costalli si dice contrario all'assenza delle preferenze: «Questo è un limite forte, insieme allo sbarramento del 5%. Su questi temi dobbiamo fare, come laicato cattolico, una battaglia in Parlamento».

Fonte: Sir
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