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Maltempo in Sardegna, 16 le vittime. Letta: «tragedia nazionale»

Il bilancio delle vittime della devastante ondata di maltempo che si è abbattuta ieri sulla Sardegna è ancora provvisorio e in via di aggiornamento. Sarebbero 16 morti. Poco prima il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, aveva parlato da Olbia di «16 vittime accertate e 1 disperso», sottolineando il carattere «provvisorio» del bilancio. «Ci vuole estrema cautela, in quanto solo una volta che riusciremo a raggiungere le numerose località sommerse dall’acqua potremmo avere la certezza sul numero definitivo della vittime», ha precisato Gabrielli a SkyTg24, che è arrivato ad Olbia – una delle città più colpite, per fare il primo punto sull’emergenza. «Ci ha spiegato che su Olbia si è abbattuta in 2 ore una quantità di acqua pari a quella che cade in 6 mesi nel continente: come se la pioggia di un semestre di Roma e Milano fosse caduta in due ore sulla nostra città», ha detto a Sky il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli.

«Oggi stesso avanzeremo la richiesta dello stato di calamità, che diventa un passaggio formale», ha indicato ai microfoni di Radio24 il presidente della regione Sardegna, Ugo Cappellacci. Anche lui ha parlato di una quantità d’acqua «spaventosa che i tecnici hanno definito piena millenaria, cioé di un carattere eccezionale che si verifica una volta nel millennio».

«Nell’arco di pochi minuti è scattata la solidarietà di tutti, ci sono racconti di persone che si salvano a vicenda, questa è la vera forza del nostro territorio che non è soltanto una forza estemporanea, ma ciò che costruirà il futuro». Lo dice al Sir don Francesco Tamponi, responsabile dell’Ufficio dei beni culturali della diocesi di Tempio-Ampurias: «Questo bene culturale della gente non viene valorizzato, si è più attenti alle risorse economiche, a tutto quello che possono procurare come la facile fama, come nel caso di Olbia nello specifico – prosegue don Tamponi -: molti soldi sono stati spesi in imbellettamenti, fuochi d’artificio ma i problemi cronici della città sono quelli che hanno causato l’alluvione, i canali non sono mai stati messi in sicurezza e la solidarietà è scattata per supplire». La tragedia è stata immensa: «L’incuria dell’uomo è prevedibile – dice il sacerdote -, l’incuria alla fine è il fatto che ognuno, a basso costo, dal costruttore all’amministratore vuol fare soldi, non vuol essere responsabilizzato nei confronti dell’ambiente. E poi arriva sempre la cartella esattoriale che ti presenta la natura, la storia che si ripete. Io non voglio piangere su ciò che non è stato fatto, vorrei che da questa tragedia rendesse la solidarietà il valore aggiunto».

«Al momento la situazione viene ancora monitorata». Lo riferisce al Sir don Marco Lai, delegato regionale della Caritas e direttore di quella diocesana di Cagliari. «Le diocesi maggiormente colpite sono quelle di Tempio con Olbia, di Nuoro con decine di paesi allagati e di Ales-Terralba con intere campagne sommerse. Per cui la prima azione è creare unità di crisi nei diversi territori e poter capire come possiamo contribuire alla vicinanza per alleviare il dramma di questo momento». Don Lai sottolinea che «la situazione è tragica dal punto di vista dei morti, che sono già 17, più tanti dispersi. Ci sono paesi isolati, allagati: servirà coordinare volontari per aiutare la gente a liberare le case dal fango, e poi sicuramente sarà importante lanciare una colletta per le popolazioni colpite. Da questa mattina ci stiamo coordinando tra le diverse Caritas diocesane per capire cosa di fatto possiamo fare nell’immediato». Una riflessione deve essere fatta sulla gestione del territorio «che va difeso in maniera preventiva – prosegue il delegato – si deve investire ogni anno nella prevenzione visto le ferite causate con infrastrutture pesanti, strade, sbarramenti, edifici che cambiano i percorsi naturali dei fiumi: ci sono anche mutamenti climatici che hanno peggiorato queste improvvise tempeste d’acqua che trasformano dei torrenti in fiumi impetuosi che travolgono tutto».

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha disposto lo stanziamento di un milione di euro dai fondi derivanti dall’otto per mille, come prima risposta solidale alla tragedia che ha colpito nelle scorse ore il Nord-Est della Sardegna.