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Meeting di Rimini: Pizzaballa (Custode Terra Santa), «Is vergognoso, va fermato»

“Il mondo islamico ha cominciato a reagire, finalmente, ma onestamente, dobbiamo dire che ci è sembrato assai timido nella denuncia. I media arabi non hanno proprio esagerato nel riportare le dichiarazioni dei vari leader religiosi musulmani” ha aggiunto il Custode per il quale il dialogo interreligioso “in questo momento non può prescindere da una denuncia comune e forte di quanto sta accadendo. Lo richiede la gravità del momento e la necessità di continuare a vivere e dialogare insieme”. “Questo tipo di fanatismo deve essere fermato se necessario, anche con la forza, con tutte le garanzie necessarie – ha sottolineato Pizzaballa – l’uso della forza, tuttavia, senza una prospettiva di ricostruzione su tutti i piani, non risolverà nulla. La forza ferma, distrugge. Se però non si costruisce, il vuoto creato dall’uso della forza darà vita ad un maggiore estremismo”.

Un discorso valido anche per il conflitto israelo-palestinese. Anche in questo caso, ha detto il Custode di Terra Santa, “la forza, senza una prospettiva di (ri)costruzione sociale, economica, politica, non porterà ad altra soluzione che un nuovo ritorno all’uso di altra forza, in una sorta di circolo vizioso. Come si potrà parlare di pace o prospettiva di pace, se nel cuore si sono accumulati principalmente odio, rancore, dolore, vendetta a causa delle violenze subite, se non si costruisce una speranza? E non c’è famiglia che non abbia avuto tali violente esperienze. La forza non è mai la strada. Può a volte, se necessario, come ora in Iraq, aprire una strada, ma mai costruirla”. Il Medio Oriente, a cominciare dalla Terra Santa, Israele e Palestina, ha concluso il francescano, “ha urgente e drammatico bisogno di individuare una nuova strada per delineare il proprio futuro, che può essere costruito solo insieme, con tutte le diverse anime che lo compongono, e mai solamente con qualcuno contro un altro. Cristiani, musulmani, curdi, ebrei e tutte le altre comunità religiose ed etniche sono parte integrante della vita di questi Paesi e non spariranno. Presumere di riuscire a farlo è pura illusione e ignorarne l’esistenza è cecità”.