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Migranti: Acli, agire con urgenza per fermare le morti nel Mediterraneo

Quarantanove persone morte per asfissia nella stiva di una nave partita dalle coste libiche, a Sud di Lampedusa; 2.500 morti accertati dall’inizio del 2015. «Sono - commenta Antonio Russo, responsabile nazionale Acli per l’immigrazione - le nuove vittime dell’indifferenza e di politiche che, piuttosto che preoccuparsi della vita degli esseri umani, assistono con cinico calcolo al ripetersi di una tragedia umanitaria senza uguali nella storia» del Mediterraneo. 

Percorsi: Acli - Immigrati - Mare - Profughi
Parole chiave: Sbarchi (250)
Immigrati soccorsi al largo della Sicilia (Foto Sir)

C’è da chiedersi per quanto tempo ancora dovremo assistere al balletto di responsabilità rimbalzate tra Stati e forze politiche di diverso segno, preoccupate solo di assicurarsi il piacere di uno spicchio di elettorato artatamente spaventato da un’informazione fuorviante e razzista. Per quanto tempo la vita umana varrà meno di un piano di salvataggio e di accoglienza che l’Europa e l’Italia potrebbero gestire evitando lo spettacolo indecente che capi di Stato e di governo e di sedicenti formazioni politiche stanno offrendo al mondo».

Non bastano le parole né i buoni propositi: «Occorre aprire corridoi umanitari nei Paesi di transito e affrontare con politiche comunitarie il problema. Diversamente - conclude Russo - chi oggi è al governo delle comunità dell’Unione e degli Stati sarà chiamato a rispondere delle colpe di quello che rischia di divenire il più grande dramma umanitario del ventunesimo secolo».

Fonte: Sir
Migranti: Acli, agire con urgenza per fermare le morti nel Mediterraneo
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