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Terra Futura: Turri (Caritas Lucca), «Stili di vita sostenibili e comunitari»

Insegnare ai giovani delle scuole a riciclare un abito usato, rendendolo nuovo e bello con una etichetta personale, che valga più dei grandi brand mondiali. Giocare a mettersi nei panni dell'altro, del diverso, per combattere stereotipi e pregiudizi. Educarli all'uso delle risorse idriche, al consumo critico. Proporre alle giovani coppie di sposi la «cassetta degli attrezzi» un kit con opuscoli, ricettari e consigli utili per il consumo critico, il riciclo e il riuso di alimenti ed oggetti. Sono solo alcuni dei tanti progetti portati avanti dalle diocesi toscane nelle scuole e nelle comunità per educare alla mondialità e agli stili di vita.

Percorsi: Caritas
Parole chiave: Terra futura (24), stili di vita (3)

Una indagine qualitativa che documenta queste attività verrà presentata in questi giorni dalle Caritas toscane presenti alla decima edizione di «Terra Futura», la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che si è aperta oggi, fino al 19 maggio, alla Fortezza da Basso di Firenze.

L'evento, centrato sul tema «Dieci anni dopo: oltre la crisi, per una nuova Europa», è promosso da Fondazione culturale Responsabilità etica, regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell'economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. Caritas italiana è presente con un proprio stand e numerose iniziative. Stamattina sono stati organizzati dei laboratori per le scuole.

«Nelle comunità cristiane l'esperienza della mondialità e l'educazione agli stili di vita è sempre stata importante - racconta in una intervista al Sir Donatella Turri, direttrice della Caritas diocesana di Lucca e responsabile del Gruppo regionale di educazione alla mondialità e ai nuovi stili di vita -. Ora però dobbiamo passare da una responsabilità individuale ad una responsabilità comunitaria. Capire, ad esempio, come le Chiese impattano sull'ambiente nell'organizzazione di sagre, feste, eventi, cercando di organizzare piccoli e semplici percorsi che richiamino le comunità ecclesiali, non solo i singoli componenti, alla responsabilità collettiva». Ormai, con la crisi, «sappiamo tutti che questa è l'unica strada percorribile - conclude Turri -. Non è più un tema ideologico o di parte perché il collasso del sistema ci racconta profondamente di una revisione necessaria dei modelli di produzione, di marketing e di consumo».

Turri suggerisce a tutte le comunità cristiane di parlarne «in termini pastorali e promuovere nelle nostre Chiese un dibattito teologico sulla custodia del creato e il rapporto con i beni» affinché questi temi diventino «pane quotidiano delle nostre pastorali».

Fonte: Sir
Terra Futura: Turri (Caritas Lucca), «Stili di vita sostenibili e comunitari»
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