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Terremoto: don Soddu (Caritas), «in costante ascolto dei bisogni e interventi mirati»

Don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, riassume quanto emerso oggi nell'incontro di tutte le Caritas interessate dal terremoto che il 24 agosto ha colpito l'Italia centrale.

Percorsi: Caritas - Terremoti
Trasporto di corpi recuperati sotto le macerie ad Amatrice (Foto Sir)

«Non un pacchetto già confezionato di interventi, ma restare in costante ascolto dei bisogni che man mano emergono per poter concordare interventi mirati, nella consapevolezza di un contesto in continuo mutamento». Così don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, riassume il metodo emerso dall’incontro odierno con tutte le Caritas diocesane colpite dal terremoto – Rieti, Ascoli Piceno, Spoleto-Norcia, Macerata, Fermo, Camerino, San Benedetto del Tronto, L’Aquila e Teramo -, i delegati regionali Caritas e i referenti regionali del Coordinamento emergenze delle quattro Regioni ecclesiastiche coinvolte (Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo-Molise). Oltre trenta i partecipanti all’incontro, tra direttori Caritas e operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.

Con loro anche l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole. Anche il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, che non ha potuto partecipare all’incontro, ha fatto giungere il suo ringraziamento alle Caritas per quanto stanno facendo. Le Caritas diocesane, informa Caritas Italiana, hanno immediatamente attivato gruppi operativi di supporto, grazie alle Caritas parrocchiali e al più ampio coinvolgimento delle realtà diocesane che stanno garantendo prossimità e conforto alle famiglie delle vittime e un’assistenza qualificata agli sfollati, con particolare attenzione alle situazioni di particolare fragilità (anziani, ammalati, minori, disabili…) e, territorialmente, alle frazioni e alle piccole realtà lontane dai riflettori.

L’intervento Caritas al momento riguarda l’attuale fase di emergenza e primo aiuto con il sostegno alla popolazione (generi alimentari, prodotti per l’igiene…), allestimento di tende comunitarie, sostegno ai parroci, attenzione alle fragilità (anziani, minori, malati…), supporto alle famiglie delle vittime. Si articolerà poi con forme di accompagnamento della popolazione fino alla chiusura delle tendopoli: presenza nelle tendopoli, monitoraggio delle «tende sparse», attività di ascolto, animazione delle comunità, segretariato sociale, rilevazione dei bisogni. Inoltre si prevedono interventi di sostegno diretto alle famiglie (contributi economici per particolari esigenze, acquisto di arredi, suppellettili, elettrodomestici andati distrutti) e alle piccole realtà economiche a carattere familiare, sia per microinterventi di ripristino di strutture e attrezzature andate distrutte che per l’acquisto (per allevatori e agricoltori) di sementi, concimi o alimenti per il bestiame. Va però anche ricordato, spiega Caritas, che una delle peculiarità di questo sisma è aver causato un gran numero di vittime tra i non residenti, soprattutto turisti o persone con forti legami familiari in quei territori. Per questo motivo, si stanno attivando le Caritas diocesane di provenienza delle vittime per garantire, attraverso le parrocchie, un adeguato supporto alle famiglie delle vittime, anche individuando azioni mirate. Una analoga attenzione sarà attivata con le famiglie di vittime straniere.

La Cei ha messo a disposizione un primo contributo di 1 milione di euro dai fondi 8xmille per far fronte alle prime urgenze e bisogni essenziali e indetto una colletta nazionale che culminerà nella giornata di domenica 18 settembre, in concomitanza con il 26° Congresso Eucaristico nazionale.

Fonte: Sir
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