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Xylella: Italia deferita alla Corte Ue. In Puglia quasi 10 milioni di piante colpite

L’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Ue per non aver pienamente applicato le misure europee di lotta contro la Xylella, il batterio che sta provocando la morte di migliaia di ulivi in Puglia e che sta minacciosamente diffondendosi. Lo ha deciso la Commissione europea.

Olivi in Puglia (Foto Sir)

Il nostro Paese non avrebbe, secondo l’Ue, adeguatamente applicato le misure di prevenzione e contenimento fra cui l’abbattimento delle piante malate, per impedire la diffusione nel territorio dell’Unione del batterio Xylella fastidiosa.

Il problema è tornato alla ribalta in queste ultime settimane, quando la malattia si è estesa anche in prossimità della provincia di Bari. In particolare in marzo, circa tremila piante sono state ritrovate malate in un’area dove due anni fa la malattia era appena presente. Adesso mercoledì prossimo la Commissione potrebbe proporre un estensione verso nord dell’area posta in quarantena, la zona cioè dove devono essere applicate le misure più decise.

Sulla necessità di applicare le regole si era espresso qualche giorno fa anche la Coldiretti. «Le eradicazioni chirurgiche – aveva spiegato il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – vanno attuate senza se e senza ma, perché, come diciamo ormai da 5 anni attirandoci gli strali di pochi irresponsabili, se fossero stati eradicati pochi alberi nel 2014, oggi la situazione non sarebbe così drammatica». Oltre a questo Coldiretti aveva chiesto l’applicazione delle «buone pratiche agricole».

«Sono saliti a 1 miliardo i danni provocati dal diffondersi della Xylella fastidiosa che ha infettato circa 10 milioni di piante in Puglia dove è comparsa per la prima volta nell’ottobre del 2012, quando fu data la prima segnalazione di anomali disseccamenti su un appezzamento di olivo». È quanto afferma la Coldiretti in relazione al deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia Ue.

«In cinque anni e mezzo – sottolinea Coldiretti – si sono susseguiti errori, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l’avanzare del contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente alle porte della provincia di Bari, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’economia e sull’occupazione». «A questo punto serve un deciso cambio di passo con risorse per gli agricoltori colpiti e le necessarie ‘eradicazioni chirurgiche’ che – continua l’associazione – se fossero state fatte prima avrebbero risparmiato alla Puglia e all’Italia questa situazione drammatica». «Ma – conclude Coldiretti – occorre ora anche impegnarsi nella attuazione delle buone pratiche agricole in modo da contrastare l’insetto vettore e impedire l’avanzamento del contagio».

Fonte: Sir
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