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Europee, le differenze tra popolari e socialisti

La riflessione di un lettore in merito alle prossime elezioni per il Parlamento europeo e alla collocazione del voto cattolico.

A volte ho pensato di non andare a votare alle elezioni europee del 25 maggio, dato che i due principali raggruppamenti nel parlamento europeo, partito popolare e partito socialista, molto spesso approvano insieme le deliberazioni. Ho visto però che li differenzia, in maniera marcata, la loro posizione su alcuni importanti temi etici, principalmente la vita e la dignità umana dal concepimento alla morte naturale, la famiglia fondata sull’unione di un uomo e di una donna aperta alla vita, la libertà di educazione ed i diritti dei genitori. La posizione del partito popolare, su questi temi, è molto vicina a quella della Chiesa Cattolica, anche se i popolari francesi, olandesi e belgi, in qualche caso, si sono dissociati. Dall’altra parte,  il partito socialista europeo ha più volte ribadito la propria posizione a favore di aborto, matrimonio omosessuale, la più grande libertà in tema di procreazione ed adozione, ecc... Dopo che il Partito democratico è confluito nel Partito socialista europeo, non mi rimane che andare a votare e scegliere uno dei partiti che aderiscono al Partito popolare Europeo. Così sono sicuro di avvicinarmi il più possibile ai principi in cui credo, o comunque di allontanarmene il meno possibile.

Marcello Bardotti
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In un appello reso noto poche settimane fa i vescovi europei, riuniti nella Comece, hanno sottolineato l’importanza della partecipazione al voto perché «più elevata sarà l’affluenza, più forte sarà la nuova legislatura». I vescovi richiamano l’attenzione su alcune aree specifiche delle politiche comunitarie, a partire dal rispetto del principio di sussidiarietà. Altri pilastri dell’Unione, ricordano, sono la solidarietà, la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale, la protezione della famiglia, l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati, la salvaguardia dell’ambiente e la ricerca di uno sviluppo sostenibile, la difesa della libertà religiosa, comprendente anche la protezione del giorno di riposo, che è la domenica. Nei prossimi cinque anni, scrivono ancora, «il cambiamento demografico avrà un impatto più profondo sulla vita dell’UE». per questo invocano cure adeguate agli anziani e più opportunità per i giovani. Quali formazioni politiche ci danno garanzie su tutti questi punti? Non credo ci possa essere una risposta univoca, anche perché si sono formati dei grandi contenitori – e questo era inevitabile – che hanno al loro interno molte contraddizioni. Il partito popolare europeo ha dimostrato finora grande sensibilità alla difesa di alcuni principi etici che stanno a cuore ai credenti, ma sul fronte della giustizia sociale e delle politiche sociali non ha mostrato la stessa sensibilità. Discorso rovesciato si potrebbe fare per l’altro grande raggruppamento, quello socialista. La scelta perciò non è facile ed è affidata al discernimento di ciascuno di noi. E dal momento che esiste il voto di preferenza, passa anche attraverso il voto a persone credibili.

Claudio Turrini

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