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In risposta alla lettera sull’omofobia

Una replica alla lettera pubblicata su Toscana Oggi del 15 settembre a proposito della legge sull'omofobia in discussione in Parlamento.

Parole chiave: omofobia (10), gay (52)

Scrivo per rispondere alla lettera di Annalisa pubblicata sul numero del 15 settembre scorso. Analizzo i 4 punti proposti.

Nei punti 1-2 la lettrice suggerisce di estendere la legge Mancino anche ai gay. Perché non estenderla allora anche agli obesi o ai timidi o ai bassi di statura o ai balbuzienti? Sono tante le categorie che vengono denigrate nel mondo soprattutto in quello dei giovani. La denigrazione o la violenza devono essere punite nella stessa maniera qualunque sia la persona che le subisce. Per quale motivo l’aggressione a un gay deve esser punita con maggior rigore di un’aggressione alla mia persona?

Nel punto 3 la lettrice sostiene che la legge sull’omofobia non impedisce a nessuno di pensarla diversamente su matrimonio e adozione gay. Forse di pensarla diversamente no, ma impedisce di dirlo. Perché il tutto cadrebbe immediatamente nella discriminazione. Se non approvo queste cose discrimino il gay quindi la legge mi punisce. La lettrice dice poi che in Italia non c’è un uguaglianza di diritti. Questo è senz’altro vero. Ci sono trattamenti diversi per situazioni diverse. Io per esempio non ho i soliti diritti del presidente della Repubblica ma non sostengo di essere discriminato. La famiglia viene trattata in maniera diversa perché è in una situazione diversa dalle unioni gay. La legge sull’omofobia è un tentativo per ottenere per vie traverse dei riconoscimenti che spettano solo alla famiglia. È un primo piccolo passo per scalzare la differenza oggettiva con la famiglia.

Nel punto 4, secondo la lettrice, la scienza ha ormai appurato che omosessualità e transessualità siano fattori innati. A me questo non risulta affatto. Il famoso gene dell’omosessualità non è mai stato trovato. Anzi le ricerche scientifiche già da molto tempo sono state frenate dalle organizzazioni gay che non vogliono che si compiono studi sull’argomento. Forse temono che studiando studiando alla fine di innato non si trovi proprio nulla. La posizione attuale della psicologia sull’orientamento sessuale di una persona è che essa è la combinazione di tanti fattori che vanno dall’aspetto sociale a quello culturale a quello familiare a quello biologico alle esperienza fatte dalla persona. Essendo una combinazione di così tanti fattori ed essendo la psiche umana un mistero grandissimo non è possibile determinare con precisione una causa scatenante. Si possono però individuare delle condizioni più o meno favorevoli allo sviluppo di un orientamento omosessuale.

Su tutti questi aspetti però agisce sempre la libera scelta dell’individuo. Non so poi chi abbia detto alla lettrice che l’omosessualità sia una condizione immutabile. Non lo è affatto. Semmai è vero che più una persona vive in questa situazione più l’omosessualità si radica nella sua psiche e più è difficile cambiarla. Ma che sia impossibile non è scritto da nessuna parte. Joseph Nicolosi psicologo americano nel libro dal titolo «omosessualità maschile un nuovo approccio» edizioni Sugarco racconta di tante persone che hanno fatto il cambiamento. Come Luca de Tolve che ha anche costituito un associazione per aiutare altri a farlo.

Marco Porfiri
indirizzo email

Credo che un dibattito, pacato e rispettoso, su un tema così delicato sia davvero utile. Ovviamente non si tratta di difendere l’omofobia, che dovrebbe essere condannata da tutti. Si tratta di capire se questa legge ci farà compiere un passo in avanti, punendo con maggiore severità le violenze contro gli omosessuali, oppure un passo indietro, andando a perseguire reati d’opinione. In altre parole, come ha spiegato Paola Binetti, c’è «il rischio che si trasformi in reato d’opinione qualcosa che non ha nulla a che vedere con la violenza né con la istigazione alla violenza, ma costituisce semplicemente un punto di vista diverso, discutibile, magari anche sbagliato da parte di chi la pensa diversamente, ma pur tuttavia semplicemente attinente alla libertà d’opinione».

Claudio Turrini

In risposta alla lettera sull’omofobia
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marco porfiri 02/10/2013 10:50
per annalisa
magari di tolve è bisessuale davvero, non lo so, ma so che se non si fosse messo in cerca , non lo avrebbe scoperto mai che poteva stare anche con una donna e oggi non avrebbe messo su famiglia. continuate a dire che ce l'ho con gli omosessuali , ma questo non l'ho mai scritto. io vi ascolto tutti volentieri ma non rinuncio a dire la mia e ad avere un idea. ascolto volentieri anche dei miei amici psicologi che la pensano diversamente da me, ho ascoltato nicolosi e altri psicologi italiani che la pensano come lui e che hanno fatto esperienza diretta.sono ben lontano dal sapere tutto , ma questo del resto vale anche per lei e per l'ordine degli psicologi italiani e per nicolosi.sono perfettamente d'accordo con questa sua frase: " non è possibile cambiare la propria affettività senza avere difficoltà e traumi psicologici". difficoltà e traumi sono intrinsechi nei cambiamenti ma non sono necessariamente cose negative. per dirle questo non pesco dalle idee di nicolosi, ma pesco dalla mia esperienza. ho vissuto e vivo grossi cambiamenti anche nel modo di intendere la vita affettiva che causano traumi e difficoltà, ma sono disposto ad accettarli perché ho visto che questa nuova condizione che si va delineando è migliore di quella che avevo prima.ringrazio per le preghiere.
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Annalisa 01/10/2013 19:59
Sbaglio a riscriverle, perché se una persona non vuol vedere non vedrà proprio mai...
ma mi spiega perché ce l'ha tanto con gli omosessuali?
Perché non ascolta, come fa a sapere tutto? E' uno psicoterapeuta? Si può forse fidare di chi ha studiato e di chi ha fatto esperienza diretta?
Esistono i bisessuali, magari il suo amico Luca lo è, che ne pensa?
Dia retta a me: non è possibile cambiare la propria affettività senza avere difficoltà e traumi psicologici.
O senza essere semplicemente infelice.
La saluto, prego il Signore che le tolga il velo dagli occhi.
Un abbraccio,
Annalisa
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porfiri marco 01/10/2013 09:47
per paola
bisogna dire tutta la verità dici tu. però non si accetta la verità che di tolve è cambiato. dicono che non si può cambiare ma lui è cambiato. dici che non c'e' prova scientifica che si può cambiare e ti chiedo se c'e' prova scientifica che dice che non si può cambiare?
ti chiedo ancora : ci sono prove scientifiche che dimostrano che accettarsi così come si è aiuta a star meglio?
(non dico che nessuno ci riesca, chiedo se ci sono prove scientifiche a supporto di questa teoria)
ci sono prove scientifiche che dimostrano che il disagio di alcune di queste persone sia dato dalla società?
mi sembra che anche in olanda (paese non omofobo o quanto meno a detta degli specialisti molto meno del nostro)
ci siano lo stesso suicidi.
Potrei rigirarle la domanda e chiederle perchè tutta questa ostilità verso chi fa una scelta di coerenza con quello che è o sente di essere?? mi chiede lei. e io rispondo, dove è che ho detto che ho ostilità verso chi fa questa scelta?
voglio però sostenere la volontà di chi fa la scelta opposta, cioè non è soddisfatto di quello che è in questo momento e vuol esser altro.
ma questa è una cosa che facciamo tutti ogni giorno. le faccio un esempio. ci sono lati del mio carattere che si sono formati in tenera età suppongo e che a me non piacciono. mi fanno star male, litigare con le persone ecc. seguendo il suo ragionamento potrei dire che ormai sono così e devo solo accettarmi.e invece no cerco di cambiare quei lati che non mi piacciono e questo lo dico anche in un ottica cristiana. sa quante magagne ci sono nella mia vita cristiana. arrivato a 34 anni potrei dire che sono così fin da quando ero piccolo e allora non mi sforzo a cambiare! no non lo dico cerco di cambiare anche se richiede degli sforzi. a volte anche grandi. spesso con cadute.
la persona che conosce lei che stà seguendo la strada proposta da Santa Romana Chiesa la rispetto anche io tantissimo e secondo me stà facendo la strada giusta. ma non posso negare che anche la scelta di di tolve sia stata giusta.
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Paola 30/09/2013 21:52
Un po di verità sui riparatori
Direttore
Mi permetto di intervenire nel dibattito per precisare alcune cose sulle cosiddette terapie riparative e per rispondere al signor Porfiri.

Questo perchè quando si tira in ballo certe cose controverse che riguardano la salute delle persone bisogna dirla tutta la verità!

Nicolosi e coloro che promettono alle persone che si può guarire dall' omosessualità sono pericolosi perchè non esiste ad oggi una prova scientifica che si può cambiare il proprio orientamento sessuale. Quindi voler continuare a vendere un qualcosa che è fuffa può nuocere alle persone omosessuali e alle loro famiglie generando frustrazione e malessere. Nel migliore dei casi quello che si genera è solo una gigantesca ipocrisia.

Ricordo a questo proposito i diversi fautori di queste teorie del cambiare si può, tra cui Alan Chambers il presidente di Exodus international una delle più grosse associazioni americane che per decenni si è occupata di "convertire i gay all'eterosessualità". Solo recentemente ha ammesso che la terapia era inefficace e si è scusato con tutti. Questo è il caso più eclatante ma di ex ex gay ce ne sono tantissimi, anche tra gli adepti di Nicolosi che lei citava.

Perchè allora alcune persone si rivolgono a loro? semplicemente perchè hanno enormi difficoltà ad accettarsi e ad essere accettati per come sono e quindi vogliono credere che si può uscirne.
Ricordo che il primo omofobo con cuoi una persona omosessuale si trova scontrarsi è se stesso.
Ognuno è libero di fare ciò che vuole della sua vita, io non lo giudico. Voglio solo ricordare che il primo omofobo con cuoi una persona omosessuale si trova scontrarsi è se stesso.

La cronaca ci ricorda anche che alcuni specie i più giovani da questa lotta arrivano a togliersi la vita con la complicità di società e compagni di scuola. Altri passano attraverso profonde depressioni e c'è chi alla fine riesce ad amarsi per come è e impara a instaurare relazioni più autentiche di amore e di amicizia. Ma questo è possibile solo se le persone intorno a te ti aiutano e accettandoti come persona con il mistero che questo comporta.

Due parole su Nicolosi: questo signore sostiene di poter curare qualcosa che non è una malattia andando a intervenire su dei processi che hanno avuto origine nell'infanzia del paziente. Ora, penso che se l'omosessualità ha origini così remote difficilmente si può modificare in un adulto con una personalità già formata. Ci sono infatti persone che manifestano tali tendenze fin dalla più tenera età, altri l'ambiguità sessuale ce l'hanno impressa nella carne da quando escono dal grembo materno... mai sentito parlare di intersessuali? Insomma di cosa stiamo parlando?

Perchè questa volontà ostinata di voler raddrizzare e correggere ciò che non si comprende? Potrei rigirarle la domanda e chiederle perchè tutta questa ostilità verso chi fa una scelta di coerenza con quello che è o sente di essere??

Credetemi tra un Luca di Tolve che fa il ragazzo immagine degli ex-gay raggranellando offerte e propagandando messaggi a volte svalutanti e negativi della condizione omosessuale, (fatevi un giro sulla sua pagina fb e valutate) apprezzo di gran lunga una persona che ho conosciuto la quale cerca di vivere seguendo l'invito di Santa Romana Chiesa rispettando chi ha fatto scelte diverse dalla sua senza però negare la sua omosessualità.
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porfiri marco 30/09/2013 10:28
risposta a andrea so e gino scarpelli
per gino
anche io sostengo un uomo può essere se stesso e se vuol essere se stesso come omosessuale per me può esserlo come meglio crede. ma non capisco perché se un omosessuale non si riconosce in quell'orientamento non può cercare di cambiarlo ?
lei vorrebbe punire nicolosi e de tolve. ma come mai gli omosessuali vanno di spontanea volontà da loro in cerca di aiuto?
le faccio un esempio: un omosessuale si presenta da uno psicologo tormentato perchè insoddisfatto del suo orientamento sessuale. lo psicologo deve decidere su quali delle due cose lavorare. o lavora sul cambiare l'orientamento o lavora sul cambiare l'insoddisfazione. su che base avviene da parte dello psicologo la scelta della strada da prendere ?
credo che egli in coscienza sceglierà in base a quella che ritiene la soluzione migliore per la persona che ha davanti.
ma siamo sicuri al 100% che la soluzione migliore per la persona sia quella di lavorare sull'insoddisfazione e non sull'orientamento?
visto che come lei dice e io condivido l'orientamento è il frutto di tutta una serie di cose che ha ben descritto nella sua risposta.
per andrea:
la sua lettera non mi sembra tanto pacata , mi accusa di una serie di cose senza neanche conoscermi. si è fatto un idea sulla mia identità che non corrisponde al vero. ho 34 anni e non tratto male i giovani anzi facendo catechismo spesso sono loro a trattare male me. io ho scritto :La denigrazione o la violenza devono essere punite nella stessa maniera qualunque sia la persona che le subisce. Per quale motivo l’aggressione a un gay deve esser punita con maggior rigore di un’aggressione alla mia persona?
non so come ha fatto a capire che io sono a favore delle prese di giro agli obesi o ai balbuzienti o a gay. nel mio piccolo critico anche quelle categorie che ha menzionato anche se ovviamente la malavita mi fa paura, ma questo non mi ha impedito di scrivere un libro che uscirà tra un paio di mesi, abbastanza scomodo che critica diverse cose.
rispetto la sua idea sulla fallimentare tecnica di nicolosi ma constato anche che per di tolve non è stata fallimentare e non capisco perchè questo non lo si voglia accettare. non capisco perchè se un etero nel corso della vita si dichiara poi gay si esulti e si accetti mentre se succede l'opposto sia tutto falso. comunque raccolgo il suo invito, contattiamoci. sono disposto a venire con lei.
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Gino Scarpelli 30/09/2013 01:13
Perché un essere umano non può essere se stesso?
Gentile Direttore.
Sono Gino Scarpelli di Firenze. Ho scritto ieri un commento riguardo alla legge sull'omofobia. In replica alla lettera del Signor Marco Porfiri, vorrei tranquillizzarlo perché la legge Mancino si limita a regolamentare le categorie di cittadini più a rischio di discriminazione e non implica che un'aggressione a questi sia più punita rispetto a un reato commesso ai danni di un eterosessuale. In secondo luogo, invito tutti a riconoscere che il concetto di famiglia è più ampio e variegato rispetto al passato, nel senso che indica non solo un nucleo composto da padre, madre, figli ecc, ma anche una coppia di due uomini o di due donne unita dalla volontà di condividere una vita insieme con lo stesso affetto e gli stessi sacrifici di una famiglia tradizionale. Inoltre, riguardo al "gene" dell'omosessualità, è vero, non ne è scientificamente, dimostrata l'esistenza, ma, perché, esiste il "gene" dell'eterosessualità? Per cortesia, se riflettiamo su come si determina l'orientamento sessuale, mettiamo in secondo piano la biologia e la "genitalità" e partiamo dalla complessità delle situazioni che un essere umano, fin da bambino, si trova a vivere e dal modo suo personale di reagire ad esse. La sessualità non è un fattore così immediato e aggiungerei il fatto che essa si definisce meglio con il tempo, come risultato della risposta del soggetto alle sollecitazioni esterne: ogni individuo, certamente, risponde in base al suo modo di essere e direi anche al suo DNA. Quindi, in breve, omosessuali (stesso discorso per gli eterosessuali) si nasce e si diventa. La definizione dell'identità sessuale non avviene in modo semplice, né breve.
Sono convinto che ogni tentativo di compromettere la maturazione dell'orientamento sessuale di un essere umano è un atto di violenza e di plagio e può indurre le persone più fragili all'auto-distruzione. Mi permetto di sostenere, dunque, che personaggi come Luca de Tolve e Joseph Nicolosi dovrebbero essere puniti dalla legge. Il cosiddetto "ritorno" all'eterosessualità è quanto mai ridicolo.
Cordiali Saluti.
Gino Scarpelli.
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Andrea So 29/09/2013 20:56
Errata corrige:
Papa Benedetto : leggasi Papa Francesco.
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Andrea Socci 29/09/2013 16:30
riflessione pacata
Premessa breve:
Papa Benedetto dice "chi sono io per giudicare un gay che cerca Dio?", e invece i commenti (e in qualche caso anche articoli) sui giornali cattolici a proposito dei gay sono pieni di livore, di astio, quando non di odio nei confronti di chi cerca di vivere la propria vita non nascostamente.
Forse il cristiano medio invece che ribadire a oltranza la propria posizione potrebbe cominciare a capire le ragioni dell'altro, che molte volte, soprattutto se legge Toscana Oggi e si prende la briga di scriverci sopra, è cristiano come lui.
L'abbiamo capito, l'avete imparata bene la lezione, siete bravi, etero e andate tutti le domeniche alla messa, ok.
Però anche noi omosessuali siamo lo stesso bravi, paghiamo le tasse, e, udite udite, molti di noi andiamo alla messa nonostante siamo peccatori. Si, siamo peccatori: voi no? Siete davvero convinti di non esserlo? Se sapeste che quello che vi stringe la mano allo scambio della pace è gay gliela dareste con la stessa indifferenza e serenità? Date la mano tranquilli: checchè ne pensiate l'omosessualità non è una malattia, non si attacca.

Fine della premessa: siccome queste cose non sempre sono scontate ho però preferito ribadirle, a scanso di equivoci.

SIgnor Porfiri: rilegga quello che ha scritto nella risposta ad Annalisa, riguardo ai punti 1 e 2.
" Perché non estenderla allora anche agli obesi o ai timidi o ai bassi di statura o ai balbuzienti? Sono tante le categorie che vengono denigrate nel mondo soprattutto in quello dei giovani".
Ecco adesso provi a pensare di essere un padre di un figlio balbuziente basso di statura o obeso. O anche omosessuale. Non spiego. Se ha un cuore capisce, se non ce l'ha vuol dire che ha la sensibilità del leguleio della peggior specie. E non tratti male i giovani: non sono i giovani ignoranti dei suoi tempi.
Ognuna di queste categorie va rispettata, e se ci fossero le aggressioni agli obesi, ai balbuzienti e ai nani lei da che parte starebbe?
Questo glielo dico perchè spesso è il tono antipatico e di saccente giudizio di fronte alla vita delle persone.
Ho aspettato a rispondere che la legge fosse più o meno approvata.
Adesso che tutte le sue paure di non poter continuare a prendere i giro i gay sono tranquillizzate, viva tranquillo.
D'ora in poi si potrebbe però applicare meglio nella sua mancanza di rispetto, oltre che ai gay, agli obesi e ai balbuzienti, nei confronti di spacciatori di droga, di naziskin che pestano i gay: potrebbe fare manifestazioni contro di loro, organizzare dibattiti. Anche quelli sono stili di vita disodinatini. Oppure potrebbe prendere di mira, visto che non sono difesi nemmeno loro da alcuna legge, gli evasori fiscali, o chi "ruba la mercede all'operaio" che anche lì siamo dentro al peccato che grida vendetta al cospetto di Dio.
Lei non farà questo, perchè ha paura di loro. Loro sono forti, non si fanno mettere i piedi in capo, prima le tagliano le gomme, poi le sparano alle finestre. Ai gay invece si può dire tutto, tanto sono "donnette senza carattere" che andrebbero guarite con quella fallimentare tecnica del dottor Nicolosi, e che se non guariscono è colpa loro...... Questo lei pensa nel profondo del suo cuore.

Perchè non partecipa come relatore a un incontro di omosessuali credenti? Ci sta al "rischio"? Del resto anche il Catechismo della Chiesa Cattolica ha rischiato più di quanto rischia lei quando nella prima edizione scrisse che l'omosessualità è in qualche caso "innata". Poi l'ha sostituito con "profondamente radicata". Vuol venire a misurare la profondità delle radici di questo "profondo radicamento" per poi dare la patente di "omosessuale irrecuperabile"?


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