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La continua odissea dei veri invalidi

Sulla nostra pagina facebook (che invitiamo a seguire mettendo, magari anche un «mi piace») una mamma ci ha postato un messaggio sulla sua esperienza con una figlia disabile, costretta ripetutamente ad inutili e umilianti visite di controllo.

Percorsi: Disabilità

Sono la mamma di invalida vera poiché mia figlia porta le conseguenze di un parto avvenuto senza la dovuta assistenza che le ha causato una tetraparesi spastica. Chiunque sa che, purtroppo, questo tipo di patologia è irreversibile, ma lei durante i quaranta anni della sua vita è stata chiamata moltissime volte a visita di verifica con le conseguenze dannose che vi elenco:

1) altissimo costo per il personale che forma le commissioni , raccomandate, ecc.;

2) violenza psicologica su una persona che avendo problematiche motorie, ma normalissime capacità intellettuali, fatica a metabolizzare lo sforzo che deve fare per vivere la quotidianeità molto diversa rispetto ai suoi tre fratelli minori;

3) tortura dei genitori che ogni volta che si recano ad una visita devono raccontare la storia riportando a galla emozioni e sensazioni sedimentate nel tempo poiché non esiste una scheda computerizzata che descriva la situazione della persona disabile da aggiornare e trasmettere alle varie agenzie che vengono a contatto con la persona.
Per non avere più falsi invalidi sarebbe sufficiente comminare pene adeguate a quei medici che rilasciano falsi certificati così si interromperebbe la catena.

Nanda Bacci Pratellesi
postato sulla nostra pagina facebook

Nell’aprile scorso è venuto alla luce uno dei tanti scandali del nostro Paese. A Napoli (ma credo che cose analoghe avvengano a tutte le latitudini) hanno scoperto una banda criminale che garantiva pensioni e indennità a falsi invalidi. Il modo di evitare controlli la dice lunga su come funzionano certe cose. In pratica si costruivano con la compiacenza di funzionari pubblici falsi decreti di commissione medica che riconoscevano le invalidità. E proprio perché nessuna commissione medica aveva davvero effettuato la visita, non scattavano neanche i controlli periodici, non figurando in nessun elenco ufficiale. Eppure nell’epoca di internet sarebbe bastato poco per scoprire la truffa: bastava incrociare gli elenchi delle commissioni con quello di chi usufruisce delle prestazioni.

I falsi invalidi che percepiscono indennità e pensioni non dovute sono pessimi cittadini che rubano due volte: alla collettività, dalla quale ricevono quei soldi, provenienti dalle nostre tasse, e agli invalidi veri, ai quali sottraggono risorse. Ma lottare contro questo cancro non può voler dire aggiungere altre sofferenze e umiliazioni a chi disabile lo è per davvero. La civiltà di un paese si misura proprio in queste cose. E noi purtroppo siamo molto indietro.

Claudio Turrini

La continua odissea dei veri invalidi
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