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Prato e la «guerra» alla nuova pista

Un lettore ci scrive a proposito della posizione delle istituzioni pratesi nettamente contrarie alla nuova pista dell'aeroporto «Vepucci», individuata dalla regione toscana.

Il Presidente della Provincia di Prato ed il Sindaco di tale città hanno esultato per le affermazioni del poco noto Osservatorio sulle liberalizzazioni dei trasporti. Tale Osservatorio ha sentenziato che l’aeroporto di Firenze non deve essere sviluppato (sic!). Tale iniziativa è sospetta perché presa appena il Governo ha riconosciuto il ruolo strategico dell’aeroscalo «Vespucci». L’Osservatorio, uscito dall’ombra, ha posto in luce capacità di analisi e competenza, affermando che la pista progettata: - è un azzardo finanziario; - danneggia la salute e l’ambiente, per cui necessitano studi specialistici.

Tutto ciò è risibile: infatti gli oneri di realizzazione sono a carico della S.p.a che gestisce l’aeroporto e sono molti anni che tantissimi studiano... l’ambiente della piana. La nuova pista, invece, metterà finalmente in sicurezza le operazioni aeree.

Il Sindaco Cenni, che sente odore di elezioni comunali, è intervenuto («Metropoli» del 20 settembre), affermando con sagacia che «è sbagliato destinare Peretola al turismo di massa, ma si deve puntare sulla scalo aereo di Pisa»; è la solita logora affermazione. Occorre invece realizzare al più presto la sinergia tra gli aeroporti di Firenze e Pisa, nell’interesse della Toscana tutta, contro i campanilismi medievali e le speculazioni politiche.

Rolando Chiggio
Firenze

Caro Riggio, purtroppo i campanilismi sono una delle pochissime eredità negative che ci hanno lasciato i progenitori toscani. E nella vicenda aeroportuale pesano ed hanno sempre pesato tantissimo, fin dai tempi in cui si ipotizzava di costruirne uno nuovo a San Giorgio a Colonica. Adesso è inutile rivangare il passato. Lo scalo di Pisa è troppo distante dal centro della Toscana (80 km, contro i 49 di Malpensa da Milano o i 32 di Fiumicino da Roma) per poter coprire da solo tutto il potenziale bacino di utenza. Soprattutto oggi, con l’alta velocità ferroviaria, dall’area fiorentina si fa prima ad arrivare a Bologna che a Pisa, e anche gli scali romani si sono notevolmente «avvicinati». Se la Toscana vuole avere un polo aeroportuale che stia sul mercato è necessario che «Galilei» e «Vespucci» facciano squadra e si integrino. E che a Peretola si costruisca una pista che renda più sicuro il volo, senza creare disagi insopportabili per i cittadini che vi abitano attorno. E mi sembra che l’ipotesi scelta vada effettivamente in questa direzione. Se poi vogliamo farci del male... continuiamo così a non decidere.

Claudio Turrini

Fonte: Sir
Prato e la «guerra» alla nuova pista
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