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«Stiamo seguendo gli sviluppi per essere pronti a rispondere, per quel che possiamo, a eventuali emergenze che potrebbero verificarsi». È quanto riferito al Sir da Caritas Grecia in merito alla forte scossa di terremoto, di  magnitudo 6,7, registrata nel Mar Egeo, che ha colpito l’isola greca di Kos, e anche la città turca di Bodrum. Due le vittime, entrambe a Kos: un turista turco e uno svedese, che stavano uscendo da un bar quando il  tetto è crollato per la scossa.

Il Senato statunitense non ha raggiunto il quorum necessario per approvare la riforma sanitaria voluta dal presidente Trump e ha ritirato il progetto in attesa di sviluppi. La Better care continua a suscitare perplessità anche tra i vescovi statunitensi che considerano «inaccettabile» la proposta di riforma, per «l’impatto negativo che avrà sui poveri e sulle persone più vulnerabili».

«Condanniamo con forza il rapimento dei sacerdoti e chiediamo che vengano immediatamente rilasciati senza indugio affinché possano compiere la loro missione pastorale». Così mons.  Melchisedec Sikuli Paluku , vescovo di Butembo-Beni (Nel nord del Kivu), in un messaggio diffuso ieri, 17 luglio, all’indomani del rapimento, domenica sera, di due preti, Charles Kipasa e Jean-Pierre Akilimali.

Si svolgerà lunedì e martedì prossimi (17-18 luglio) presso il Great Ormond Street Hospital una riunione interdisciplinare per esaminare il caso di Charlie Gard alla luce delle nuove acquisizioni relative alla terapia nucleosidica e le sue applicazioni su pazienti affetti da patologia miticondriale, come quella di Charlie.

«Stop alle dispute interne che provocano divisioni e invece di perdere tempo nell’attesa riprendere il possesso delle proprie terre prima che lo facciano altri. Questo è il tempo di riappropriarci delle terre dei nostri genitori e dei nostri avi, della loro identità, della loro storia e del loro patrimonio». È il duro monito del patriarca della Chiesa caldea, Louis Raphael Sako, in una nota pubblicata sul sito del patriarcato, in cui si sottolinea anche che «la strada per sradicare l’Isis dalla regione è ancora lunga e difficile da percorrere prima di ricostruire ciò che è stato distrutto e di raggiungere pace, sicurezza e stabilità».

(Bruxelles) «Il Regno Unito cesserà di essere membro dell’Ue alla mezzanotte del 29 marzo 2019» e da quel momento «diventerà un Paese terzo». Una scheda informativa che la Commissione ha pubblicato oggi sui negoziati Ue-Regno Unito sintetizza ciò che è già avvenuto dal 29 marzo scorso, quando il Regno Unito ha notificato la decisione di lasciare l’Unione, e che cosa dovrebbe avvenire.