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È già salito a 61 il bilancio ancora provvisorio dei morti nel terremoto di 8,2 gradi Richter in Messico, secondo quanto dichiarato dal presidente Enrique Pena Nieto. 45 hanno perso la vita a Oaxaca (delle quali 36 nella città di Juchitan), 12 nel Chiapas e 4 a Tabasco. Il presidente ha proclamato tre giorni di lutto nazionale in onore delle vittime del terremoto e ha ribadito l'appello alla popolazione a «stare all'erta» per l'eventualità di una nuova forte replica.

Secondo l’Unicef, oltre 10,5 milioni di bambini vivono in Paesi che potrebbero essere esposti ai danni dell’uragano Irma. In base all’attuale traiettoria della tempesta, i bambini nelle isole dei Caraibi orientali, della Repubblica Dominicana, Haiti e Cuba sono in pericolo, fra questi oltre 3 milioni hanno meno di 5 anni.

(Bruxelles) «I progressi compiuti e i risultati raggiunti negli ultimi due anni sono maggiori dei vent’anni precedenti»: è la soddisfazione espressa in conferenza stampa stamane dal commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos che ha presentato i rapporti della Commissione sull’implementazione delle iniziative dell’Ue per la migrazione e le frontiere esterne.

(da New York) «Una decisione inaccettabile e riprovevole, un passo indietro nel progresso del Paese, un’azione che mostra assenza di misericordia e una visione ristretta del futuro». È una condanna durissima quella espressa dai vescovi statunitensi a seguito della cancellazione del Daca, il programma di protezione per i minori arrivati negli Usa senza uno status giuridico legalmente riconosciuto.

Un appello a tutte le parti in causa a fermarsi. «Se scoppia una guerra nucleare, non ci saranno vincitori. Sarà la distruzione totale». A lanciarlo è  monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione «Giustizia e pace» della Conferenza episcopale coreana che in questa intervista al Sir non nasconde la sua preoccupazione. E sulle sanzioni dice: «Rispetto le decisioni dell’Onu. Ma bisogna sempre lasciare uno spazio al dialogo».

Circa 800mila giovani immigrati rischiano di dover fare le valigie e lasciare gli Stati Uniti. È attesa per oggi, infatti, la decisione del presidente Donald Trump sulla cancellazione del programma Daca (Deferred Action for Childhood Arrivals), istituito nel 2012 da Barack Obama per tutelare i giovani figli di migranti irregolari arrivati nel Paese quando erano ancora minorenni.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha annunciato nella mattinata di oggi (ora colombiana) l’accordo per il cessate il fuoco bilaterale tra Governo ed Esercito di liberazione nazionale (Eln), che inizierà il prossimo 1° ottobre e proseguirà fino al 12 gennaio 2018. 102 giorni preziosi, questa è la speranza, per fare consistenti passi in avanti nella trattativa con l’organizzazione guerrigliera rimasta nel paese, dopo il disarmo delle Farc.