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Attentato Parigi: Monaci, attacco alla libertà di espressione

Il presidente del Consiglio regionale rivolge il cordoglio dell’Assemblea toscana «alla Repubblica e al popolo francese». «Non restiamo insensibili di fronte a questa carneficina, mai la violenza può essere strumento del dissenso»

Percorsi: Terrorismo

“Quanto accaduto oggi a Parigi lascia profondamente sgomenti. Nessuna istituzione democratica può rimanere insensibile e silente di fronte ad una simile carneficina e all’attacco alla libertà di espressione che essa, drammaticamente, rappresenta”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, rivolge il cordoglio dell’Assemblea toscana per le vittime dell’attentato di Parigi, alla redazione del giornale satirico francese “Charlie Hebdo”.

“La libertà di espressione è fondamento di ogni società civile e democratica – prosegue Monaci –. A nome del Consiglio regionale della Toscana giunga alla Repubblica e al popolo francese tutto il senso della vicinanza di questa istituzione e della libera e democratica comunità regionale che essa rappresenta. Mai la violenza può essere lo strumento del dissenso, che è legittimo solo quando espresso con la forza delle idee, non con quella delle armi”.

Fonte: Comunicato stampa
Attentato Parigi: Monaci, attacco alla libertà di espressione
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Marco Luigi Pucci 08/01/2015 16:54
A Parigi nessun martire della libertà d'espressione
Quella di "Charlie Hebdo" non è satira, la satira aiuta a riflettere con un sorriso. Quelle contestate sono solo volgarità prive di ogni contenuto.

I "giornalisti" uccisi sono vittime sia della stupidità umana e sia dell'istigazione alla violenza portata da loro stessi portata avanti. Non sono martiri della libertà, ma vittime di un relativismo che non è espressione di libertà ma il suo peggior nemico.

Le uniche vittime sono i familiare che dovranno piangere i propri morti consapevoli che la violenza chiama altra violenza...e la spirale di violenza è partita dalla redazione del giornale che ha seminato vento, raccogliendo infine la tempesta di rabbia di chi non conosce altri mezzi per far valere le proprie idee che una violenza maggiore a quella ricevuta.

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