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Caritas: Sachs (economista), «2015 anno decisivo per sviluppo sostenibile e clima»

Il 2015 sarà un anno decisivo per «far prendere all’umanità una nuova direzione verso lo sviluppo sostenibile e la lotta al cambiamento climatico«: lo ha detto oggi pomeriggio l’economista Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute della Columbia University e consulente all’Onu sui temi dello sviluppo sostenibile, parlando agli oltre 300 delegati da tutto il mondo convenuti a Roma per l’assemblea generale di Caritas internationalis.

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Parole chiave: Salvaguardia creato (91), clima (54)
Siccità in Africa (Foto Sir)

Secondo Sachs «stiamo vivendo un momento unico nella storia», con speranze e passi in avanti da una parte - come la diminuzione delle morti per malaria in Africa - e dall’altra parte l’inasprirsi di conflitti e una situazione di «caos ecologico» - con l’aumento di inondazioni, cicloni, perdita di biodiversità - che provocano sempre più migrazioni. Nonostante tutti gli impegni, assunti dai governi dalla Conferenza di Rio (23 anni fa) in poi, in materia di riscaldamento globale, «quest’anno la tendenza all’aumento della temperatura è di 4,6 gradi centigradi; il 2015 rischia di essere l’anno più caldo della storia, ancora più del 2014, con effetti catastrofici per le coltivazioni e disastri ambientali». Quest’anno vi saranno tre vertici importanti: a luglio il summit di Addis Abeba su finanza e sviluppo, a settembre l’incontro di Alto livello all’Onu, al quale prenderà parte anche Papa Francesco, nel quale i governi adotteranno gli Obiettivi di sviluppo sostenibile fino al 2030.

«L’ultima opportunità per cambiare direzione», secondo Sachs, è il vertice Cop 21 di Parigi sul clima che si terrà a fine novembre-inizio dicembre. Per questo, ha affermato, «c’è grande attesa nei confronti dell’enciclica del Papa sull’ambiente, perché andrà a influenzare la coscienza del mondo». «Abbiamo solo pochi mesi - ha ribadito Sachs - per far capire ai governi e alle industrie che devono mettere da parte gli interessi politici ed economici, che hanno stabilito una ‘plutocrazia’ anziché una democrazia fondata sul potere del popolo». «Ricordiamo - ha aggiunto - che tutti i Paesi sono colpiti dal cambiamento climatico, anche quelli ricchi. Un motivo in più per lottare tutti insieme per il bene comune». Gli obiettivi globali da conseguire per uno sviluppo sostenibile del pianeta sono: «Porre fine alla povertà estrema, superare l’esclusione sociale, proteggere l’ambiente». Tra le proposte di Sachs, quella di istituire «un nuovo Fondo mondiale per garantire a tutti l’accesso alla salute, che costerebbe solo 25 mila milioni di dollari l’anno» e un «Fondo mondiale per l’accesso universale all’educazione».

Fonte: Sir
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