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Economia, sei raccomandazioni Ue all'Italia su competitività e occupazione

Italia, Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania: sono i cinque Paesi per i quali la Commissione raccomanda oggi al Consiglio Ue di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi, «preso atto delle riforme strutturali avviate e dei dati sui conti pubblici» in questi Stati.

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(Sir Europa - Bruxelles) -  José Manuel Barroso, presidente dell'esecutivo, commentando le decisioni assunte dal collegio segnala alcuni aspetti positivi per l'economia europea ma al contempo insiste: «Non è il momento di compiacersi, occorre proseguire sulle strade del risanamento dei conti e con le azioni per favorire crescita e lavoro». Non esiste, a suo avviso, una contrapposizione fra rigore e crescita, «è un dibattito futile. Occorre muoversi nelle due direzioni», perché si tratta di due facce della stessa medaglia. Tra le altre decisioni assunte dalla Commissione figurano: l'avvio della procedura per disavanzo eccessivo nei confronti di Malta e la proroga dei termini per la correzione del disavanzo eccessivo in sei Stati, ossia Spagna, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovenia. La Commissione ha raccomandato poi al Consiglio «di decidere che il Belgio non ha adottato misure effettive per porre fine al disavanzo eccessivo e di intimare al Belgio di prendere provvedimenti» per correggere tale deficit.

«Non possiamo dire che l'Italia possa rilassarsi»: José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, commenta la situazione della Penisola a margine della diffusione dei provvedimenti da adottare nei Paesi Ue in materia economica e finanziaria. La Commissione riconosce i passi compiuti dall'Italia, tanto da suggerire al Consiglio il termine della procedura per deficit eccessivo. Ma ricorda, fra l'altro, che il Paese «ha perso competitività e quote di mercato». Per questo indica sei complesse «raccomandazioni» per restituire competitività al sistema-Paese.

Anzitutto l'Italia deve «assicurare che nel 2013 il disavanzo resti al di sotto del 3% del Pil dando attuazione piena alle misure adottate» finora, portando avanti «l'aggiustamento strutturale con un ritmo adeguato e mediante un risanamento di bilancio favorevole alla crescita»; in questo senso è necessario garantire l'efficienza e la qualità della spesa (spending review).

Seconda raccomandazione: «Dare tempestivamente attuazione alle riforme in atto» per snellire la burocrazia e potenziare l'efficienza della pubblica amministrazione. Doveroso inoltre «abbreviare la durata dei procedimenti civili e ridurre l'alto livello di contenzioso civile, anche promuovendo il ricorso a procedure extragiudiziali».

Terzo: riformare il settore bancario e favorire il credito alle imprese.

La quarta raccomandazione all'Italia si riferisce alle riforme del mercato del lavoro, all'allineamento dei salari alla produttività, al potenziamento dell'istruzione professionale.

Quinta raccomandazione: «Trasferire il carico fiscale da lavoro e capitale a consumi e beni immobili»; «procedere alla riforma del catasto allineando gli estimi e rendite ai valori di mercato»; proseguire la lotta all'evasione fiscale e il contrasto all'economia sommersa e al lavoro irregolare.

Infine, sesto punto: «Assicurare la corretta attuazione delle misure volte all'apertura del mercato nel settore dei servizi»; «potenziare la capacità infrastrutturale concentrandosi sulle interconnessioni energetiche, sul trasporto intermodale e, nelle telecomunicazioni, sulla banda larga ad alta velocità, tra l'altro al fine di superare le disparità tra Nord e Sud».

Fonte: Sir
Economia, sei raccomandazioni Ue all'Italia su competitività e occupazione
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