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Gran Bretagna: sì dei Lords a matrimoni gay. Atteso via libera dalla regina

Sarà la Regina, quasi sicuramente alla fine di questa settimana, a dare il via libera definitivo alla legislazione che introdurrà i primi matrimoni gay, in Gran Bretagna, nell’estate del 2014.

La controversa legislazione, contro la quale la “Coalizione per il matrimonio” ha raccolto circa 700mila firme di protesta e alla quale si sono opposte sia Chiesa cattolica che Chiesa di Inghilterra, ha ieri ottenuto l’approvazione della Camera dei Lords e si avvia verso il sì finale del parlamento britannico tra oggi e domani. Cambia così, nel Regno Unito, la definizione del matrimonio come unione duratura di un uomo e di una donna aperta alla procreazione dei figli, che metà del partito conservatore ha difeso contro la volontà del proprio leader David Cameron. La battaglia del movimento per la vita e delle Chiese si sposta, da oggi, sulle protezioni legali necessarie per evitare che insegnanti e dipendenti dello Stato, che credono nella definizione tradizionale del matrimonio, vengano discriminati sul posto di lavoro.

In cima alle preoccupazioni dei vescovi cattolici ci sono le scuole gestite dalla Chiesa che, nel Regno Unito, sono diffuse e popolari e che potrebbero essere costrette a “promuovere e sostenere i matrimoni gay”, come hanno avvertito il primate cattolico Vincent Nichols e l’arcivescovo Peter Smith, in un documento inviato ai parlamentari britannici prima del voto. Una ansia che viene condivisa dal mondo laico se si considera che 40mila insegnanti hanno detto, in un sondaggio, di non voler trattare i matrimoni gay nelle loro lezioni.