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Medio Oriente: Patriarchi di Antiochia, «fermate le guerre sulla nostra terra»

I cinque Patriarchi di Antiochia hanno diffuso oggi un appello per la pace in Medio Oriente al termine del loro incontro svoltosi a Damasco lo scorso 8 giugno.

Campo profughi in Siria (Foto Sir)

«Chiediamo alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità fermando le guerre sulla nostra terra, di trovare soluzioni pacifiche ai conflitti, di lavorare seriamente per aiutare gli emigrati e gli sfollati a tornare alle loro case e proprietà e di proteggere i loro diritti di cittadini. Questa terra è stata bagnata dal sudore della fronte dei nostri padri e antenati e dal sangue dei nostri martiri». È l’appello contenuto nel messaggio finale che i cinque Patriarchi di Antiochia hanno diffuso al termine del loro incontro svoltosi a Damasco lo scorso 8 giugno e reso noto oggi. Il testo porta la firma del patriarca Giovanni X, patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente per i greco-ortodossi, Bechara Al Rai, patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente dei Maroniti, di Ignazio Efram II, patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente ortodosso per i siriaci, Gregorios III Laham, patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente, di Alessandria e di Gerusalemme per i greco-cattolici e di Ignace Youssef III Younan, patriarca di Antiochia dei siro-cattolici. Con loro anche il nunzio apostolico in Siria, l'arcivescovo Mario Zenari.

La dichiarazione finale è un appello anche ai rispettivi fedeli a «perseverare nel dialogo con i nostri fratelli musulmani, i nostri connazionali con i quali condividiamo la sofferenza che viene da violenza e terrorismo degli estremisti sunniti (Takfiri). È il tempo di fronteggiare questa minaccia promuovendo l’educazione religiosa basata su una cultura di apertura, di pace e di libertà di credo. I terroristi sfruttano il nome di Dio per servire le loro passioni, i loro interessi e quelli dei leader mondiali». L’appello dei patriarchi è di «unirci intorno alla Chiesa e raddoppiare gli sforzi in solidarietà con le persone di buona volontà per intraprendere ulteriori iniziative necessarie a mantenere la nostra presenza sul territorio, a garantire un futuro ai nostri giovani». Dai patriarchi è giunto anche il ricordo dei vescovi e sacerdoti rapiti come i due vescovi di Aleppo, Boulos Yaziji e Youhanna Ibrahim, e padre Jacques Mourad.

La dichiarazione passa in rassegna i conflitti in atto nella regione. «Confermiamo il nostro impegno per mantenere l’unità della Siria - affermano i Patriarchi - il diritto dei suoi cittadini a vivere in sicurezza, libertà e dignità. Chiediamo al mondo di lavorare seriamente per trovare una soluzione politica a questa guerra assurda» lontano da «qualsiasi interferenza esterna». Analogo appello per l’Iraq di cui si ricorda il dramma di Mosul e della Piana di Ninive e le atrocità commesse dallo Stato islamico «estranee alla civiltà irachena». I Patriarchi si appellano poi anche al Libano chiedendo l’elezione del presidente della Repubblica così da «lavorare per costruire un paese che accolga tutti». Nel testo si invoca una soluzione anche per il conflitto israelo-palestinese, «anche se il mondo cerca di ignorarlo suscitando guerre e conflitti con il solo scopo di lasciare vivere in pace e serenità i violentatori della terra palestinese». «Chiediamo a tutti - concludono i Patriarchi - di porre fine ai conflitti e sostenere le basi della stabilità in tutta la regione».

Fonte: Sir
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