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Morte Shimon Peres: Lauder (WjC), «sapeva che la pace è possibile». Il ricordo di Noemi Di Segni

Parole di cordoglio ma anche una immensa gratitudine per il lavoro svolto sono state espresse questa mattina da Ronald S. Lauder, presidente del World Jewish Congress alla notizia della morte del presidente israeliano e primo ministro Shimon Peres, «uno dei più grandi essere viventi che abbia mai conosciuto: un astuto statista, un grande intellettuale e stratega, un saggio diplomatico e peace-maker. Ha reso  fiero Israele e fieri gli israeliani in ogni angolo della terra».

Percorsi: Ebrei - Israele - Medio Oriente - Pace
Shimon Peres con Papa francesco e Abu Mazen durante l'incontro di preghiera per la pace a Roma

«Shimon Peres – prosegue Lauder – incarna molti dei successi di Israele nel corso degli ultimi sette decenni. Era ‘Mr. Israele’. Ha incarnato il sogno sionista, ha contribuito a costruire uno stato libero, sicuro e prospero nella antica patria del popolo ebraico. «Il fatto che Israele non è solo sopravvissuto nel corso degli ultimi 68 anni, ma ha prosperato, è dovuto e non in piccola parte agli enormi sforzi di Peres. La sua vita è stata dedicata a rendere il progetto sionista un successo. Egli non solo ha parlato di pace ma, nel corso della sua vita, ha lavorato per essa in modo che possa finalmente diventare una realtà. Sapeva che il raggiungimento della pace è possibile».

«Con Shimon Peres scompare uno degli uomini che più ha segnato la storia del ventesimo e del ventunesimo secolo. Del moderno Stato di Israele è stato uno dei padri fondatori, una delle figure che maggiormente ne ha plasmato la storia, l’identità e la visione. Ma globali, nel solco di quell’impegno, sono stati il suo coraggio e il suo messaggio di fratellanza e amicizia tra i popoli. Un messaggio veicolato universalmente grazie a qualità e sensibilità fuori dal comune». E’ quanto dichiara la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia, Noemi Di Segni, in un comunicato diffuso questa mattina. Sono una «testimonianza tangibile dell’incisività del suo lavoro» le parole e le testimonianze di cordoglio – osserva la Di Segni –  che stanno arrivando da tutto il mondo e che descrivono l’intero arco di una vita straordinaria, segnata da grandi incontri ma anche da grandi complessità, e giustamente premiata con il Nobel per la Pace». E aggiunge: «Nel giorno in cui molti fanno necessariamente riferimento alla sua  figura di leader mondiale e al suo impegno per la pace fra i popoli, è  giusto ricordare anche la sua maniera di intendere l’alto incarico di Presidente dello Stato di Israele. Essere Presidente, disse già al momento del suo insediamento nel più alto incarico dello Stato, significa essere il riferimento di un’intera società e impegnarsi nel difficile compito di ascoltare tutti, di rappresentare tutti, nessuno escluso. Un impegno sempre difficile, ma ancora più arduo se si tratta di rappresentare una società tanto complessa e ricca di idee e di umanità come è la società di Israele. Gli ebrei italiani e l’umanità intera piangono Shimon Peres: uomo di cultura, dialogo, coraggio, larga visione. Sia il suo insegnamento tramandato di generazione in  generazione e il suo ricordo di benedizione per noi tutti».

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