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Naufragio migranti: Oxfam, «ancora morti nel Mediterraneo e respingimenti per chi sbarca. Il fallimento dell’Ue»

Ancora un naufragio nel Mediterraneo. Ad un anno dalla strage di circa 800 migranti (e in questi giorni si provvederà al recupero del barcone affondato) altre centinaia di persone avrebbero perso la vita in un naufragio. La denuncia di Ofxam.

Una barca di migranti (Foto Sir)

«A un anno esatto dalla terribile strage di migranti in cui persero la vita 800 persone a largo di Lampedusa, e mentre altre 400 persone risultano disperse nel Mediterraneo a seguito del naufragio di quattro barconi, l’Europa non è ancora riuscita a trovare una soluzione alla crisi migratoria. Le persone, anche quelle più vulnerabili, sono costrette a rischiare la vita e a esporsi a torture e violenze per cercare salvezza e dignità al di là del Mediterraneo e, una volta raggiunte le coste europee, rischiano di non vedere riconosciuto il loro diritto a chiedere protezione internazionale», lo denuncia Oxfam nel report «Hotspot: fabbriche di incertezza e paura» pubblicato ieri.

«Il canale di Sicilia è la rotta marittima in cui si registra il più alto numero di morti al mondo – spiega Oxfam -: dall’inizio dell’anno già 219 persone vi hanno perso la vita. Ciononostante, nel solo mese di marzo circa 10mila persone hanno deciso di attraversarlo per raggiungere l’Europa. Nei primi tre mesi del 2016 i migranti sbarcati in Italia sono stati quasi il doppio di quelli che sono arrivati il nostro paese nello stesso periodo del 2015. Solo la settimana scorsa, nel giro di pochi giorni, sono sbarcate più di 6mila persone». «Ci sono persone disperate in condizioni disperate e l’unica risposta dell’Unione Europea è stata mettere l’interesse politico davanti alla sicurezza e alla dignità degli esseri umani – afferma Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia – ma le tragedie in mare, come vediamo tristemente anche oggi, non si fermano e i respingimenti mettono in crisi il concetto stesso di protezione internazionale: l’Europa deve fare di più».

Oxfam spiega che se abbandonate «le persone rischiano di finire nella rete della tratta e dello sfruttamento: la paura di essere espulse spesso impedisce loro di chiedere aiuto. Secondo l’Agenzia europea per i diritti fondamentali, alla base di questa paura c’è la convinzione che i responsabili di queste violenze possano agire nell’impunità: le donne abbandonate sono particolarmente vulnerabili. Inoltre, chi cerca di aiutare gli immigrati irregolari rischia di affrontare cause penali». «I migranti respinti sono abbandonati in un limbo, senza nessun posto dove andare e costantemente a rischio di finire nella rete della criminalità – sottolinea Giulia Capitani, policy advisor di Oxfam Italia – E’ un colpo mortale al diritto d’asilo, che si consuma in silenzio nel nostro paese e che riguarda persone spesso traumatizzate e bisognose di tutto».

Fonte: Sir
Naufragio migranti: Oxfam, «ancora morti nel Mediterraneo e respingimenti per chi sbarca. Il fallimento dell’Ue»
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