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Profughi: Forti (Caritas), «grave l’accordo Ue-Turchia. Flussi torneranno su rotta libica»

Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana commenta l'entrata in vigore oggi dell'accordo tra Ue e Turchia per il rimpatrio forzato dei migranti sbarcati sulle coste della Grecia.

Profughi e immigrati su un barcone (Foto Sir)

L’Europa ha dato il via oggi ai primi rimpatri di migranti sbarcati sulle coste greche, in virtà dell’accordo con la Turchia: tra i 200 e i 250 migranti, in maggioranza pakistani, bengalesi, dello Sri Lanka e marocchini. Sono stati rimpatriati su due navi partite dalle isole Lesbos e Chios e sbarcati presso in porto turco di Dikili.

«Sta avvenendo nei fatti quello che non volevamo – afferma oggi al Sir Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana -. Abbiamo criticato l’accordo, adesso si stanno vedendo i primi effetti di una Europa che vuole solo allontanare i profughi dai propri confini».  «Il fatto che i rimpatri non riguardino i siriani – precisa – non diminuisce la gravità di far tornare i migranti in un Paese che non dà nessun tipo di garanzia di rispetto dei diritti umani, a parte le dichiarazioni».  Forti, appena rientrato da una visita all’hotspot di Pozzallo, in Sicilia, avverte: «I rimpatri e la chiusura delle frontiere balcaniche provocheranno di nuovo lo spostamento dei flussi sulla rotta libica, del Mediterraneo centrale. Da gennaio ad oggi è già stato registrato un aumento del 40% degli arrivi via mare rispetto allo scorso anno».

Caritas italiana, in contatto con le Caritas dei diversi Paesi coinvolti, «avrà la possibilità diretta di verificare le condizioni in cui queste persone verranno accolte e capire quale potrà essere il futuro di queste persone», ricorda Forti.  Finora i siriani partiti dalla Turchia in base all’accordo (che prevede l’ingresso regolare di un siriano a fronte di ogni rimpatrio) «sono stati solo una ventina – informa -, non so quando e come il rapporto uno a uno verrà garantito».

Sui 6 miliardi di euro investiti dall’Ue per i rimpatri Forti osserva: «Il problema dell’Europa non sono mai stati i soldi. La questione di fondo è politica: non aver avuto il coraggio di dare una risposta coordinata ad un fenomeno che dovrebbe riguardare tutta l’Unione europea. Le paure di alcuni hanno prevalso sulla buona volontà di altri. Alcuni Paesi, tra cui l’Italia, hanno tentato di rimettere al centro la questione dell’immigrazione intesa come rispetto dei diritti e delle procedure, ma dopo gli attentati ha prevalso la paura e l’emotività, che hanno una immediata efficacia sul piano politico».

Fonte: Sir
Profughi: Forti (Caritas), «grave l’accordo Ue-Turchia. Flussi torneranno su rotta libica»
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