Mondo
stampa

Siria, vescovi ortodossi rapiti: patriarca Giovanni X, «determinati a rimanere nella nostra terra»

Il Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente Giovanni X si è rivolto negli Stati Uniti alla Convention della Chiesa ortodossa di Antiochia per ribadire la ferma intenzione di rimanere in Medio Oriente, nonostante rapimenti e persecuzioni.

I due vescovi ortodossi rapiti nel 2013 (Foto Sir)

«La nostra regione è in grande difficoltà, sull’orlo della disperazione, ma noi, cristiani ortodossi, non siamo disperati. Nonostante la nostra sofferenza, siamo determinati a rimanere nella nostra terra, sappiamo dove è il nostro futuro. Abbiamo un grande ruolo da svolgere per la guarigione delle ferite e la ricostruzione». Con queste parole Sua Beatitudine il Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente Giovanni X si è rivolto negli Stati Uniti alla Convention della Chiesa ortodossa di Antiochia all’indomani dell’appello lanciato a Roma da papa Francesco per la liberazione di padre Paolo Dall’Oglio, e dei due vescovi ortodossi rapiti il 22 aprile del 2013 da un gruppo di uomini armati vicino ad Aleppo, la città nel nord della Siria. Si tratta dei vescovi Youhanna Ibrahim e Paul Yazji, fratello del Patriarca Giovanni X. «Abbiamo Metropoliti e sacerdoti che sono stati rapiti da più di due anni, in un silenzio internazionale sospettoso e vergognoso», ha detto il patriarca. «Abbiamo sacerdoti, monaci, suore, persone e martiri il cui unico crimine è quello di mantenere vivo il cuore del cristianesimo. Noi rimaniamo nella nostra terra perché siamo sempre stati lì». Le parole del Patriarca Giovanni X pronunciate negli Stati Uniti e rilanciate al Sir dal Patriarcato di Antiochia sono un grido di dolore.

«Mentre il conflitto sta infliggendo il terrore su tutti, una delle principali vittime è la comunità cristiana in Siria e in Iraq e anche in Libano». Il Patriarca da voce all’esodo continuo di milioni cristiani da Siria e Iraq, parla degli sfollati «in cerca di un riparo per se stessi e le loro famiglie». «Centinaia di persone sono state uccise. Decine di nostre chiese sono state saccheggiate e distrutte. Migliaia e migliaia di nostre icone e manoscritti sono stati bruciati, o venduti sul mercato illegale». E aggiunge: «Noi non siamo nati per essere rifugiati in terre straniere. Non siamo fatti per essere umiliati». «Nonostante la nostra sofferenza, la nostra volontà è forte, la nostra determinazione è assoluta. Noi restiamo nella nostra terra e svolgiamo un ruolo di primo piano nel futuro della regione. Ma per fare questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Abbiamo bisogno dell’aiuto degli Stati Uniti, e degli altri amici e potenze di tutto il mondo, per aprire canali di dialogo, mettere a tacere i tamburi di guerra, e dare al nostro popolo la possibilità di un futuro».

«Uniamo le nostre teste e i nostri cuori e agiamo con urgenza per fermare il vortice di genocidi e massacri di massa; lavoriamo insieme per ricostruire i pilastri della convivenza religiosa - conclude il Patriarca - e della nostra comune umanità. Il dialogo, la convivenza, e il progresso culturale sono stati i nostri comuni punti di riferimento nel passato. Continueranno ad esserlo oggi e in futuro. Il luogo di nascita delle grandi religioni del mondo sta cadendo a pezzi. Oggi grida aiuto, non solo perché ne ha bisogno, ma perché lo merita».

Fonte: Sir
Siria, vescovi ortodossi rapiti: patriarca Giovanni X, «determinati a rimanere nella nostra terra»
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento