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Sudan: mons. Hiiboro kussala (tambura-yambio), «preoccupante» situazione cristiani

“La situazione giuridica dei cristiani in Sudan è davvero preoccupante”. A parlare ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) è il vescovo della diocesi sudsudanese di Tambura-Yambio, monsignor Eduardo Hiiboro Kussala.

Sebbene la costituzione garantisca pari diritti a tutti i sudanesi, senza alcuna distinzione di credo, “i cristiani - riporta Acs - sono considerati e trattati come cittadini di seconda classe”. “I membri del clero non possono ottenere il passaporto e quando lasciano il Paese non sanno mai se potranno farvi ritorno - racconta il presule -, molti sacerdoti sono stati espulsi e i vescovi sono costretti al silenzio perché non possono esprimere liberamente le proprie opinioni”.

Ai cristiani è permesso assistere alle celebrazioni liturgiche, ma Khartoum non tutela affatto la libertà religiosa, come dimostra il caso di Meriam Yahia Ibrayim Ishaq, condannata a morte per apostasia. Sebbene la discriminazione dei cristiani non costituisca un fenomeno nuovo in Sudan, in seguito alla secessione del sud a maggioranza cristiana, nel luglio 2011, la situazione è nettamente peggiorata. La Chiesa sudanese ha apertamente sostenuto la nascita del Sud Sudan, richiamando più volte le autorità al rispetto della volontà dei cittadini, “e ora è ritenuta responsabile della separazione dei due Stati”.

Fonte: Sir
Sudan: mons. Hiiboro kussala (tambura-yambio), «preoccupante» situazione cristiani
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Franco Masini 13/07/2014 08:32
"...tempi difficili per i Cristiani del Sudan"
"...se non per sentito dire o per averlo appreso dalle pagine del vs/giornale, personalmente non conosco la situazione del Sudan. Non sapevo per esempio che si fossero scissi in due stati ora in lotta fra loro. E questo aggrava la situazione. Certo che conosco molti sudanesi che sono venuti in Italia a tentare la fortuna e debbo dire che sono simpatici e intelligenti. Quasi tutti quelli che ho incontrati sono di religione musulmana e quando me lo dicono rispondo “Inshallah" e poi dico " abbiamo tutti un Dio sopra di noi e dunque bisogna comportarci bene" E loro sorridono e tirano avanti. Spero che questa mia amichevole battuta non venga interpretata male, ma anzi! sia presa per quello che in effetti é, ossia una sorta di patto amichevole che dice. "Voi lasciate stare noi che noi lasciamo stare voi, siamo tutti fratelli in Dio Padre". Ma vedo che non é così e dunque bisogna che i governi invece di pensare esclusivamente alla propria politica personale di sopravvivenza si dedichino alla salvaguardia dei Cristiani di ogni parte del mondo dando una mano al Vaticano nel senso che se vogliono possono mandare delle ambascerie in Sudan a dire "attenti!” che possiamo ritorcere contro di voi quanto di male state facendo ai Cristiani non mandandovi aiuti , soldi, armi e quant'altro é in nostro potere" Franco

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