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Ucraina, appello di Shevchuk: «Fermate lo spargimento di sangue»

Un appello perché sia fermato lo spargimento di sangue in Ucraina e la richiesta a tutte le Chiese del paese di suonare le campane in questo momento in cui in Ucraina c'è pericolo di un vero e proprio «fratricidio». A lanciarlo è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, da sempre impegnato con i suoi sacerdoti e le chiese, a fianco dei manifestanti di Maidan per un'Ucraina democratica ed europea.

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Nuovi violenti scontri sono scoppiati a Kiev tra polizia e manifestanti antigovernativi. Almeno 25 i morti nelle strade tra civili e agenti. I feriti sarebbero 150, tra loro anche 15 dei giornalisti. Gli scontri sono scoppiati ieri mattina quando il portavoce del Parlamento ha rifiutato di discutere il progetto di legge presentato dall'opposizione finalizzato a ridurre i poteri del presidente. La notizia ha provocato un'escalation di violenza nelle strade di Kiev. Drammatica la ricostruzione della situazione fatta dall'agenzia cattolica ucraina Risu. La capitale è bloccata: tutte le stazioni della metropolitana sono chiuse, le strade centrali sono bloccate. La polizia sta smantellando le barricate a Maidan e la polizia antisommossa sta usando granate, lancia molotov dando alle fiamme le tende in Maidan. La polizia sta usando una forza brutale contro la gente per le strade.

Dal 22 novembre, giorno in cui sono iniziate le manifestazioni pro-Europa in Maidan, la Chiesa greco-cattolica è sempre stata a fianco dei manifestanti. Ha lasciato le chiese di Kiev aperte per accogliere e dare rifugio e pasti caldi alle persone. Al presidente ucraino Viktor Yanukovich, Shevchuk ha detto: «Noi siamo, siamo sati e saremo sempre a fianco del popolo». Ieri però la situazione è improvvisamente degenerata e il capo della Chiesa greco-cattolica ha lanciato un appello al Paese: «Con grande rammarico devo dire che gli appelli delle Chiese affinché fosse impedito lo spargimento di sangue e fosse trovata una soluzione pacifica al conflitto, non sono stati ascoltati. In nome di Dio condanno ogni violenza, ogni violazione dei diritti umani e della volontà del popolo. Vorrei ricordare con forza che chi ha potere, ha anche la piena responsabilità per quanto sta accadendo nel Paese. Mi appello a ciascuno perché sia fermato immediatamente lo spargimento di sangue. Chiedo a tutti i figli della Chiesa di digiunare, pregare ed esprimere solidarietà alle vittime. In questo momento in cui l'Ucraina vive il pericolo di un fratricidio, lasciate che tutte le campane delle chiese suonino».

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