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Tutti ne parlano. Tutti, o quasi, ne avvertono l’inevitabilità, anche nei Paesi senza un grande passato coloniale. Alcuni la presentano come un valore, una ricchezza. Altri ne sono spaventati: hanno paura e fanno di tutto per ricacciare gli «invasori» a casa loro «perché – dicono – vengono a portarci via il lavoro, abitano le nostre case e ci portano pure diverse malattie».

Da venerdì 20 gennaio (erano le 18 in Italia) Donald Trump è il 45° presidente degli Stati Uniti d'America e si appresta a cancellare molte delle realizzazioni dell'amministrazione di Barak Obama. Ecco un bilancio di questi otto anni di presidenza Obama, sia sul fronte economico che della politica estera.

Una riflessione in occasione della XXVIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, fissata al 17 gennaio di ogni anno: come il portale di apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei credenti in Cristo, come il primo, insostituibile movimento di una sinfonia, i cui legami meritano ancora di essere scoperti, approfonditi, valorizzati.

Il Papa ha dedicato il suo messaggio per la giornata della pace di quest’anno alla «nonviolenza attiva». Anche se accenni alla nonviolenza non mancano certo nell’insegnamento dei papi precedenti è la prima volta che la nonviolenza, tanto più intesa non nel senso tradizionale di pacifismo, ma nel senso tutto moderno della nonviolenza che crea addirittura i conflitti pur non spargendo sangue in quanto «attiva», appare nettamente in un documento pontificio.

Essere cristiani non consiste solo nell’accettare la dottrina teologica e morale del Maestro di Nazareth, per quanto sublime, ma chiede di fissare lo sguardo su di lui, assimilare il suo stile di vita, entrare in sintonia con lui,  avere in noi i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue passioni… la sua umanità.