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Cattolici semplici spettatori del processo politico

Uno dei temi affrontati da mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, nella recente intervista rilasciata alla rivista «Il Regno», è il rapporto tra i cattolici e la politica oggi in Italia.

Settimane sociali

Mons. Galantino ha preso le mosse da una constatazione relativa alla situazione creatasi oggettivamente nel nostro paese nella cosiddetta «Seconda Repubblica»: «Il bipolarismo», egli ha osservato, «così come è stato realizzato sul piano istituzionale e su quello politico, ha finito per produrre l'effetto di due posizioni politiche in cerca del voto cattolico, ciascuna facendosi più o meno utilmente garante di un pacchetto di valori, ma senza integrare dentro la propria prospettiva l'apporto del personalismo cristiano».

Una diagnosi che spazza via le pretese, avanzate in questi anni dall'una o dall'altra parte politica, di rappresentare i valori cristiani, o sul versante dell'impegno sociale (la sinistra), o su quello dell'etica (la destra). In realtà nessuna delle due si è seriamente confrontata con la dottrina sociale della Chiesa e con la visione dell'uomo e della società che essa propone; tanto meno si è sforzata di dare ad essa quella traduzione in termini politici che l'avrebbe potuta rendere laicamente operativa per costruire la città degli uomini.

Ma, di questo, proprio i credenti sono stati i primi responsabili. «È mancato», secondo mons. Galantino, «un vero confronto tra i cattolici stessi e tra essi e le altre culture sulle nuove questioni della democrazia: dalle nuove scienze e le loro conseguenze pratiche, alle nuove emergenze sociali. Di fatto il rischio è stato quello di vedere gli stessi cattolici semplicemente dividersi nel momento elettorale, in nome della parte politica scelta, senza mai trovare momenti di convergenza sulle premesse della comune ispirazione ideale».

Sì, i cattolici sono stati soltanto spettatori e/o strumenti passivi di un processo - che, alla luce dei risultati, non ci sembra esagerato definire involutivo sotto tutti i punti di vista - in cui non sono stati capaci di incidere né culturalmente né praticamente.

Per due motivi. Il più immediato è stata la loro incapacità di comunicazione reciproca. Un pessimo segno anche sotto il profilo propriamente ecclesiale, che evidenzia il vuoto di dialogo da cui sono dolorosamente caratterizzate le nostre comunità a tutti livelli (parrocchia, diocesi, Chiesa italiana). Il ritualismo ha sostituito il confronto, determinando quel «grande gelo» che Franco Garelli, già nel convegno ecclesiale di Palermo del 1995, denunziava senza mezzi termini. Si sono temute le divisioni e così si sono elusi i conflitti fisiologici, indispensabili per la crescita delle persone e delle comunità. Quale rapporto - tra sposi, tra genitori e figli, perfino con se stessi - può fare a meno del conflitto? I cattolici li hanno esorcizzati in una finta unanimità tra le mura del tempio, per scatenarli poi in tutta la loro virulenza fuori di esse. Coi risultati che vediamo.

Il testo integrale dell'intervista di mons. Galantino a «Il Regno»

Cattolici semplici spettatori del processo politico
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Franco Masini 07/07/2014 08:55
"...risponder alla lettera di francesco é..."
"...é un dovere in primis perché non rimanga lettera vuota. La sua ,come del resto la mia precedente letterina, è frutto di uno sforzo mentale, una scrittura che si basa sul discernimento, la scelta di parole efficaci ma breve. Per carità molto breve! E dunque merita sempre rispetto! Ma Le voglio dire una cosa. Caro Francesco non è che con quelle semplici ma dure parole: "...Non tutti, sia chiaro Però qualcuno di troppo si" vorresti insinuare che tutto rimane nella norma e che dobbiamo esserne contenti tanto da dovercisi adattare? Che minimizzi il fatto di vivere in un paese di ladri? che pensiamo solo alla propria famiglia e poco mini, o nulla al sociale? Che il vangelo pur insegnando l'amore verso gli altri rimane lettera morta perché nel profondo del nostro cuore siamo e rimarremo sempre convinti di essere noi i più bravi. Bravi per sapesi adattare ad ogni circostanza, bravi di saper trarre il massimo consentito da questo marasma? "....Ma poi venne la seconda guerra mondiale che colpì, guarda caso, anche quelli che pur di cavarsela avevano abbracciato un certo partito. Non certo il più debole! Chi vuol capire capisca!" Franco
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Franco Masini 07/07/2014 08:54
"...rispondere alla lettera di Francesco é in primis ..."
".. un dovere in primis perché non rimanga lettera vuota. La sua ,come del resto la mia precedente letterina, é frutto di uno sforzo mentale, una scrittura che si basa sul discernimento, la scelta di parole efficaci ma breve. Per carità molto breve! E dunque merita sempre rispetto! Ma Le voglio dire una cosa. Caro Francesco non é che con quelle sempici ma dure parole: "...Non tutti, sia chiaro Però qualcuno di troppo si" vorresti insinuare che tutto rimane nella norma e che dobbiamo esserne contenti tanto da dovercisi adattare? Che minimizzi il fattodi vivere in un paese di ladri? che pensiamo solo alla propria famiglia e poco mini, o nulla al sociale? Che il vangelo pur insegnando l'amore verso gli altri rimane lettera morta perché nel profondo del nostro cuore siamo e rimarremo sempre convinti di essere noi i più bravi. Bravi per sapesi adattare ad ogni circostanza, bravi di saper trarre il massimo consentito da questo marasma? "....Ma poi venne la seconda guerra mondiale che colpì, guarda caso, anche quelli che pur di cavarsela avevano abbracciato un certo partito. Non certoil più debole! Chi vuol capire capisca!" Franco
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Franco Masini 07/07/2014 08:52
"..risposta allalettera di Francesco"
"...é un dovere in primis perché non rimanga lettera vuota. La sua ,come del resto la mia precedente letterina, é frutto di uno sforzo mentale, una scrittura che si basa sul discernimento, la scelta di parole efficaci ma breve. Per carità molto breve! E dunque merita sempre rispetto! Ma Le voglio dire una cosa. Caro Francesco non é che con quelle sempici ma dure parole: "...Non tutti, sia chiaro Però qualcuno di troppo si" vorresti insinuare che tutto rimane nella norma e che dobbiamo esserne contenti tanto da dovercisi adattare? Che minimizzi il fattodi vivere in un paese di ladri? che pensiamo solo alla propria famiglia e poco mini, o nulla al sociale? Che il vangelo pur insegnando l'amore verso gli altri rimane lettera morta perché nel profondo del nostro cuore siamo e rimarremo sempre convinti di essere noi i più bravi. Bravi per sapesi adattare ad ogni circostanza, bravi di saper trarre il massimo consentito da questo marasma? "....Ma poi venne la seconda guerra mondiale che colpì, guarda caso, anche quelli che pur di cavarsela avevano abbracciato un certo partito. Non certoil più debole! Chi vuol capire capisca!" Franco
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Franco Masini 06/07/2014 18:02
"...bella analisi e come al solito molte parole...!"
"basandomi solo su quanto leggo nell'articolo riportato sopra, dove si deplora lo scarso interesse dei cattolici verso la politica, credo che potrei dare io una sorta di interpretazione. Generalmente i cattolici osservanti sono persone serie , non nel senso che non ridono, ma non lo fanno a sproposito. E in questo preciso momento, che si portrae però già da troppo tempo, credetemi, non c'é proprio niente da ridere . Tre Capi di stato succedutisi in poco più di 8 mesi: iI tradimento del povero Prodi da parte dei suoi stessi compari (i cento); il brutale defenestramento del povero G.Letta che non aveva fatto nulla di male. L'avvento di uno che promette mari e monti ma che per ora non ha mosso un ditino in favore della ripresa economica del Paese. Beghe , insulti, marmaglia scatenata e brutale questo ci dice lapolitica in questo paese. Meno male che ci sono i Cristiani che non si occupano di queste cose. Solo Il Papa dice parole di sincero dissenso da tutto questo clamore e ci difende per ottenere almeno un pò d'attenzione su un tema che, come quello della disoccupazione giovanile dovrebbe essere al primo posto. Poi un'altra cosa che per noi cristiani é importante: "il politico cristiano deve innanzi tutto essere Altruista e poi guardare in basso". Ne vedete uno tra costoro? Nemmeno uno, e allora perché confondersi con loro?" Franco
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Francesco Cuccuini 05/07/2014 12:07
Non tutti, ma qualcuno un po' prono
Molti cattolici in politica talvolta un po' proni, un po' troppo proni, al leader di partito o all'apparato di partito ;-)

Non tutti, sia chiaro.
Però qualcuno di troppo SI.

Saluti

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