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Corruzione, anomalie e «fragilità» del sistema sanitario

Il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha strappato l’ultimo velo di omertà steso sopra la crisi del Sistema sanitario italiano. Tra sprechi, mala gestione dell’acquisto dei farmaci e illegalità varie, è stato calcolato che «bande di delinquenti» inserite nelle strutture ospedaliere accumulano illecitamente 6 miliardi di euro all’anno.

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Corruzione, anomalie e «fragilità» del sistema sanitario

Questa rivelazione è un ulteriore colpo di maglio allo Stato sociale, che cammina prevalentemente su due gambe: quella previdenziale e quella socio-sanitaria. Sempre secondo Cantone una Asl su tre è in mano al malaffare. Ci sono poi delle regioni del Centro sud che omettono completamente qualsiasi controllo anticorruzione. Siamo arrivati al limite del baratro.

La crisi economica che ha investito milioni di famiglie, con la perdita di migliaia di posti di lavoro, è un ulteriore aggravamento delle condizioni esistenziali del popolo italiano. L’Istat, in questi giorni, ha rivelato che circa 4 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per mancanza di soldi per pagare le medicine e i tickets per le analisi. Un altro peggioramento della condizione esistenziale dei ceti medio-bassi, oltre alla caduta del livello curativo, deve fare i conti con tutti gli oneri di spesa che sono previsti dallo Stato per far sopravvivere, anche per breve tempo, gli immigrati in fuga dall’Africa e dal Medio Oriente.

In questo contesto il presidente dell’Autorithy contro la corruzione ha denunciato gravi anomalie nell’espletamento dei concorsi per i medici ospedalieri, dove, purtroppo, contano in molti casi gli appoggi di alcuni gruppi di potere che non un principio veramente meritocratico. Per esempio, anche in Toscana vengono banditi concorsi per medici che verranno assunti a tempo determinato. Invece di inserire nel Sistema sanitario nuove e fresche professionalità, si realizza un principio destabilizzante qual è l’incarico provvisorio. Perché il primario o direttore del reparto non potrà essere minimente contraddetto da questa tipologia di collaboratori. Il premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini ha sempre detto che la scienza medica, come tutte le scienze, procede per tentativi: la ricerca e la dialettica tra «camici bianchi», pur riaffermando la responsabilità ultima dei primari, è la condizione indispensabile per il progresso delle cure contro il male. Con i sistemi che sono stati adottati anche in Toscana per selezionare la classe medica, paradossalmente, si impedisce l’individuazione di nuove terapie.

Un altro problema enorme è rappresentato dalle cliniche private convenzionate con la nostra Regione: prive di tutto quello che è necessario in un vero e proprio ospedale e che diventano, nella migliore delle ipotesi, dei dormitori per la lungodegenza di malati che, superata la fase acuta, vengono dismessi dagli ospedali pubblici, facendo venir meno così il diritto costituzionale alla salute per tutti i cittadini, dai neonati ai grandi vecchi. Proprio nel giorno in cui Cantone denunciava i mali della Sanità italiana, la Procura della Repubblica di Firenze ha aperto un’indagine conoscitiva sulle cliniche private convenzionate con la Regione Toscana. Infatti su questa realtà da monitorare, nel gennaio corso ho presentato un esposto alla magistratura inquirente. In Toscana c’è una buona Sanità. Gli ospedali pubblici sono di buon livello. Ma tutto il resto è alquanto fragile, per non dire peggio.

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