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Gli elettori di centro esistono sempre, è il centro che non esiste più

Le elezioni si vincono al centro, hanno sempre sentenziato politologi e sondaggisti, intendendo che anche dopo la scomparsa della Dc senza il consenso dell’area centrale dell’elettorato nessuna coalizione ha concrete possibilità per vincere.

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C’è stata per anni una sorta di «mitizzazione del centro» considerato al di là dell’apporto elettorale, il lievito di una politica capace di assicurare stabilità ed equilibrio e si sono ripetuti i tentativi di dar vita a forze politiche autonome, diverse e distanti dalla destra e dalla sinistra. Tentativi con un’ambiguità di fondo: oggi da soli, domani si vedrà, dietro la quale c’era, e c’è, l’incapacità di preferire i contenuti, i valori e le ispirazioni ideali ai meccanismi e ai ritorni elettorali. Così il centro si è dimenticato di dover essere anche presenza di testimonianza. La «mitizzazione» ha riguardato sia il centrodestra che il centrosinistra. Ma nei due schieramenti il centro ha inciso ben poco e lo stesso vale per l’attuale maggioranza di governo, ammesso che sia identificabile in una sorta di centrosinistra.

E il centro autonomo? La prima esperienza post Dc, cioè quella di Democrazia Europea, durò lo spazio di un mattino, per poi addirittura allearsi prima a destra e poi a sinistra. Sorte in parte migliore l’ha avuta inizialmente il tentativo anche coraggioso di Casini di sottrarsi alle scelte precostituite di Berlusconi con il Pdl , ma poi l’Udc è stata sempre tribolata dalle scelte di alleanze e alleati, pagate anche a suon di mini scissioni. Certo i sistemi elettorali hanno, se non cancellato del tutto, quantomeno snaturato il ruolo del centro, ma non è solo colpa loro. E che dire delle speranze andate perdute di Todi 1 e Todi 2?

I tempi sono cambiati profondamente, e non parliamo delle prospettive del renziano partito della Nazione e di una sorta di Ump all’italiana. Dietro, per ora, ci sono sbrigative velleità. Ma il problema è il tramonto di una dimensione politica che pure ha i suoi meriti. L’area centrale esiste ancora a livello di elettori ma, purtroppo, non di rappresentanza politico-valoriale e nemmeno culturale. Di fronte a questo, ad annaspamenti e tatticismi per salvare (?) il salvabile e alla proliferazione di partitini che sperano di vivere di una rendita che non c’è più, bisognerebbe riconoscere che il centro si è prima frantumato, poi mascherato e infine suicidato.

Gli elettori di centro esistono sempre, è il centro che non esiste più
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