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I buoni motivi per andare a votare, anche per le europee

Le amministrative salveranno le europee? Sembrerebbe proprio di sì. Non c’è dubbio, infatti, che nei 204 Comuni della nostre regione dove si rinnovano sindaci e consigli comunali, l’affluenza al voto in questa domenica 25 maggio sarà di gran lunga superiore a quella dove si va alle urne per il solo Parlamento dell’Unione. Eppure votare per l’Europa si deve e indietro non si torna, Euro compreso (senza il quale chissà dove saremmo finiti).

I buoni motivi per andare a votare, anche per le europee

Bisogna anche ricordare le tante novità di questa tornata elettorale. Innanzitutto, si vota nella sola giornata di domenica dalle 7 alle 23. Per le europee il sistema elettorale è proporzionale con sbarramento al 4% e si possono esprimere fino a tre preferenze (purché non riguardino tutte persone dello stesso sesso). Inoltre, ci sono già cinque candidati per la guida della Commissione europea, espressione delle cinque famiglie politiche «ufficiali»: popolari, socialisti, liberal-democratici, verdi e sinistra. Quindi, sia pure indirettamente, sappiamo a chi andrà il nostro voto, diciamo così, di coalizione.
Per completezza dobbiamo anche dire che i partiti e i movimenti «euroscettici tradizionali» non si sono curati di presentare alcun candidato, così come i nuovi movimenti, non collegati a livello europeo, ciascuno espressione di singoli, diversi malesseri nei 28 stati dell’Unione.

Per le amministrative il sistema è più complesso, varia anche con il numero degli abitanti. In molti casi però ci sono anche qui le «preferenze di genere», ma solo due e non tre: ovvero si possono indicare i nomi di un uomo e una donna. Per i Comuni è previsto anche il voto disgiunto, ossia la possibilità di votare il sindaco di una coalizione e al tempo stesso il gruppo e gli eventuali candidati di una coalizione che sostiene un altro candidato sindaco.

Insomma, tante possibilità, ma anche il rischio di confusione. L’importante è che non prevalga la paura di sbagliare e quindi non si sfrutti al meglio la possibilità del voto di preferenza, che invece è fondamentale.

Sono 400 milioni gli elettori nei 28 stati dell’unione chiamati alle urne tra il 22 e il 25 maggio. E già questa è una prova di democrazia tra le maggiori al mondo.
Non ho la presunzione di dare dei consigli ai nostri lettori, se non quello di andare in ogni caso a votare. Io penso che in uno dei due schieramenti principali (Ppe e Pse) si possano individuare candidati di nostra fiducia e magari vicini al mondo cattolico. Non li vedrei, invece, negli altri schieramenti e soprattutto negli «euroscettici», compresi i candidati del Movimento 5 stelle.
Tante cose ancora in Europa non vanno, ma i cristiani per primi devono sentirsi responsabili di portare avanti un sogno che se non altro ha soppiantato l’incubo della guerra. Poi, per il futuro, ci sarà da collaborare alla costruzione di un vero sistema politico europeo. E la prima forma di collaborazione, per far valere i nostri principi, è la partecipazione, che questa domenica si traduce nell’azione di andare alle urne.

Molto più facile trovare le motivazioni per votare alle amministrative e trovare i candidati giusti, molti dei quali, sicuramente, li conosciamo di persona.

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