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La dottrina sociale, un’oasi di pensiero per un mondo meno disuguale e più differente

«A servizio di un mondo che amiamo». Così mons. Santucci nella lettera ai delegati per la Settimana sociale dei cattolici toscani. Tutti sono ancora invitati, questo sabato di nuovo a Pistoia, per ricevere gli Atti: in un teatro posto in una delle tante vie, nel centro storico, dai nomi evocativi (via «del Presto»).

La prima settimana sociale dei cattolici toscani

Viene consegnato pure un altro documento che rinvia a un desiderio forte: non lasciar cadere il convenire di tanti laici per dare speranza al futuro di una Toscana che qualche problema, nel lavoro e nell’economia, nella politica e nella società, lo mostra eccome. Qui sarebbe bello potessero risaltare davvero le quattro parole («un mondo che amiamo») di Santucci.

Da cristiani in politica e nel sociale, il dirci «a servizio» non è certo una novità: difficile trovare chi ammetta che il suo impegno è… per farsi gli affari suoi. «Politica come servizio», insieme all’inevitabile «tornare fra la gente», è slogan. Banale da dire, normale da tradire. Sono invece quelle quattro parole a poter fare la differenza: specie ora che abbiamo capito questo Papa e il suo invito a stare nel mondo con lo stile di chi quel mondo lo ama, gli vuole bene, lo abita, vuole raccontare Gesù puntando sulla testimonianza di un messaggio comunque scomodo. Il cammino sociale delle Chiese toscane vuole continuare e l’Agenda dà alcune indicazioni.

A Pistoia si parlerà sul come e sul cosa. Dovranno essere i laici, con le loro diversità, a lavorare nei dettagli. Clero e gerarchia, nello spirito del Concilio, sapranno come fare per valorizzare creatività sociale di un laicato sempre più consapevole. Nel desolato deserto di valori e progetti in cui siamo immersi, vedendo come portatori di antiche certezze brancolino nel vuoto, la dottrina sociale è oasi di pensiero oggi spendibile, e a disposizione di tutti, per costruire un mondo meno omologato e più ricco, meno disuguale e più differente. Proprio con questo titolo («Meno disuguaglianze, più differenze») Verona ha ospitato una buona iniziativa sulla dottrina sociale (leggi qui). Nel messaggio, papa Francesco ha definito il magistero sociale come «molto utile per non perdersi» con il suo «patrimonio di riflessioni e di speranza in grado di orientare le persone e di conservarle libere».

Molte le suggestioni da una iniziativa, quella di Verona, che ricorda come la dottrina sociale, così poco conosciuta, non sia un sermone buono solo per i convegni. Bella la doppia immagine usata dal papa: la sfera («che può rappresentare l’omologazione: liscia, senza sfaccettature, uguale a sé stessa in tutte le parti») e il poliedro («molto simile alla sfera ma composto da molte facce che compongono, nella pluralità, l’unica famiglia umana»). «La fede non è solo cosa da sagrestie», ci ha detto il card. Maradiaga ricordando che l’annuncio di Cristo è anche «speranza sociale». Prezioso – ha aggiunto – il ruolo dei laici nella concreta apertura di «nuove strade». Senza dimenticare che «ogni laico nella Chiesa è un piccolo Davide: ma unite tutti i Davide e vedrete il risultato».

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