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Le pensioni e il dilemma della pizza

Il governo ha annunciato, qualche giorno fa, di voler elargire una specie di quattordicesima mensilità ai pensionati minimi. Dalla piazza si son levati alcuni applausi all’indirizzo dell’esecutivo in veste samaritana e pantofole giubilari. Altri, invece di applaudire, si son chiesti se il donatore misericordioso potesse permettersi tanto dono. I più maligni, infine, hanno fischiato la supposta mancia per un sì all’imminente referendum.

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Matteo Renzi (Foto Sir)

Fuori dalla piazza, l’opinione pubblica stenta ad orientarsi, sicché non sarà inutile presentare al lettore il seguente perfido dilemma economico, il «dilemma della pizza». Eccolo.

Ci sono due modi contrapposti per alleviare le angustie dei poveri. Il primo: allargare il diametro della pizza prodotta, rinunciando a tagliare le fette più equamente; il secondo (quando la pizza non vuol crescere): metter mano al coltello della giustizia e rifare le parti. Gli economisti liberali ci hanno ripetuto fino alla nausea «Fate crescere la pizza e le angustie dei poveri svaniranno nel nulla, senza che quell’impiccione dello Stato metta mano al coltello!».

Il discorso non faceva una grinza, ma valeva soltanto per i sette anni di vacche grasse. Nei sette anni successivi, gli economisti interventisti alzarono la voce e dissero: «Disgraziatamente la pizza non si sta allargando. Bisogna, allora, riprendere in mano il coltello della giustizia e rifare le parti!».

Se quello esposto è il dilemma, allora si capisce come un governo che non è ancora riuscito ad allargare Pil e produzione, rimetta mano alla giustizia distributiva. Togliere ad alcuni per dare ad altri. Magari, come sostiene il Boeri dell’Inps, levare ai pensionati d’oro per dar qualcosa a quelli di latta. Insomma, non può fare a meno di redistribuire chi non riesca a produrre di più. La storia insegna che i nuovi regimi si affermano promettendo produzioni crescenti e si sgonfiano redistribuendo la miseria. E nessun mitico operaio Stakanov (che lavora sempre e non dorme mai) potrà salvare la baracca.

Una «mancia referendaria», interpreta qualcuno, scomodando il grande Machiavelli, per evidenziare l’astuzia del principe che da Rignano sull’Arno governa pro tempore lo stivale. Ma il problema non è l’astuzia del principe: esistono forse principi non scaltriti? Il problema è un altro: chi sappia aumentare il diametro della pizza, lo faccia. Chi non ci riesce, si accontenti di redistribuire una ricchezza che si illanguidisce sempre di più.

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