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Ma il calcio, a braccetto con l’azzardo, diventa una vergogna nazionale

Quale credibilità può avere il calcio professionistico italiano se main sponsor della Nazionale diventa Intralot, brand leader nel mondo delle scommesse sportive?

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La presentazione in Fgci dello sponsor Intralot con il ct della Nazionale

Se sia un sogno o un incubo, fate voi. Immaginate una multinazionale delle scommesse, delle slot, insomma un pezzo importante di quell’industria dell’azzardo di massa che in Italia fattura più di 88 miliardi di euro all’anno, con l’effetto collaterale, per lei (ma non per noi) trascurabile di 800mila dipendenti da gioco d’azzardo con relative famiglie rovinate, veri e propri malati alla stregua di alcolisti e tossicomani. Immaginate ora che questa azienda, che organizza scommesse sulle partite di calcio, sponsorizzi squadre di calcio. È successo in passato e succede in questo momento.

Conflitto di interessi? Macché, nessuno batte ciglio, tutto normale. Immaginate infine, ma di immaginazione ce ne vuole parecchia, che a finire sponsorizzata sia la Nazionale di calcio. Il portiere azzurro esce in modo goffo propiziando un gol che la Spagna non voleva saperne di segnare? Un centrocampista azzurro passa la palla a un volenteroso macedone che ringrazia di tanta regalia e insacca? Loro sono sicuramente innocenti, ma i cattivi pensieri ti vengono, con un simile sponsor non sulle casacche, no, ma a bordo campo, durante interviste e conferenze stampa… L’azzardo che fa ammalare e le scommesse che inquinano il calcio foraggiano la Nazionale ma per i dirigenti della Federcalcio è tutto regolare. Aspetti educativi? Chi se ne importa di simili quisquilie che fanno venire il mal di pancia ai soliti cattolici e ai soliti idealisti, che non han capito come il mondo sia governato dal cinismo. Se avete immaginato tutto questo, beh, forse potevate farne a meno perché non di fantasia si tratta ma di realtà.

Intralot, colosso dell’azzardo, ha un accordo con la nostra Nazionale. Il calcio italiano va a braccetto con l’azzardo, che noi, e solo noi animi sensibili, ci ostiniamo a chiamare con il suo nome, non gioco, perché il gioco vero è tutt’altro. Il mondo cattolico, più o meno compatto, si è sollevato. Calciatori (tranne chi, per un pugno di euro, presta il suo volto agli spot sulle scommesse, ahinoi), dirigenti e procuratori hanno espresso la loro contrarietà. E in Federcalcio? Staranno sghignazzando. Nulla hanno fatto di illegale, loro. Stanno distruggendo lo sport ma del tutto legalmente. Possono farlo e lo fanno. Che vergogna.

Ma il calcio, a braccetto con l’azzardo, diventa una vergogna nazionale
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