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La parola all'esperto

Meningite, la vaccinazione è l’unico mezzo per prevenire e salvare vite umane

Un membro della Commissione regionale vaccini e referente Vaccinazioni FIMP per la Regione Toscana spiega perché è utile vaccinarsi contro la meningite che quest'anno ha già ucciso quattro persone in Toscana.

Percorsi: Sanità - Toscana
Parole chiave: Meningite (60), Vaccini (6)
Meningite, perché vaccinarsi

La scienza ha compiuto passi importanti nella lotta contro la meningite, ma purtroppo la cronaca di questi giorni ci ricorda che dobbiamo sempre essere molto vigili. I recenti casi registratisi in Toscana - da ultimo quello di una ragazzo di 28 anni della Provincia di Firenze - riaccendono i riflettori sulle politiche di sanità pubblica nella Regione.

In Toscana, già dal 2005, è stata inserita nel calendario vaccinale la vaccinazione contro il meningococco C, inizialmente con tre dosi (da inoculare due sotto l’anno di età, una al compimento del primo anno). Ora, in costanza di una recente modifica della schedula, abbiamo invece un calendario che prevede una dose nel secondo anno di vita (13° mese) richiamata da una dose dagli 11 ai 20 anni preferibilmente a 12 anni.

La vaccinazione è l’unico strumento in grado di prevenire la meningite, l’unico mezzo che possa proteggere dal contagio e quindi salvare vite umane. Questa malattia può colpire tutti, adulti, ragazzi ma soprattutto bambini più piccoli, e adolescenti. Tra le diverse cause che determinano la meningite, quelle batteriche sono le più diffuse e pericolose, potendo dare origine anche a focolai epidemici che suscitano nella popolazione allarmi e paure. 

Tra i batteri il meningococco è da considerare il batterio più pericoloso in quanto purtroppo spesso è causa non solo di meningite ma anche di sepsi (la malattia di Waterause Fredericsen) una situazione drammatica che ha un’altissima letalità e può portare a morte ma anche dare delle gravissime sequele come amputazione degli arti e lesione del sistema nervoso. I ceppi maggiormente diffusi in Italia, e anche nella nostra Regione, sono il meningococco C e il B, ma oggi anche per effetto della globalizzazione, si stanno verificando con sempre maggiore frequenza casi da sierotipi diversi come il W-135, Y ed A. Recentemente si è reso disponibile anche il vaccino contro il meningococco B.

I casi di questi giorni sono in gran parte da C, dall’inizio dell’anno ne abbiamo avuti 22. Si tratta di un numero insolitamente alto. Ci sono varie possibili spiegazioni di questa situazione. La prima è probabilmente legata al fatto che quest’anno abbiamo avuto il triplo di casi di influenza e accade spesso che negli anni nei quali l’influenza colpisce un maggior numero di persone si può avere anche un aumento di casi di meningite. L’altra cosa da segnalare è la presenza di un sottogruppo del meningococco C che è il tipo ST11, un sierotipo particolarmente aggressivo e pericoloso. Ancora possiamo ipotizzare che dato che la protezione dei vaccini si riduce con gli anni (è per questo che va fatto il richiamo) avendo iniziato a vaccinare nel 2005 la protezione della popolazione vaccinata si potrebbe essere ridotta tanto da determinare un aumento della circolazione di patogeni.

*membro Commissione regionale vaccini e referente Vaccinazioni FIMP per la Regione Toscana

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