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Nuovo reato di omicidio stradale, tre motivi di soddisfazione

Il presidente dell'Associazione Lorenzo Guarnieri, di Firenze, che tanto si è battuto per l'introduzione nel nostro ordinamento del reato di «omicidio stradale», commenta per il nostro settimanale l'approvazione definitiva della legge che inasprisce anche le pene per chi provoca lesioni gravi guidando in stato di ebrezza o sotto effetto di droghe.

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Parole chiave: incidenti stradali (29)
Incidente stradale mortale

Sono senza dubbio contento per l’approvazione della legge sull’omicidio stradale dopo quasi 5 anni dalla prima raccolta delle firme da parte delle Associazioni Lorenzo Guarnieri, ASAPS e Gabriele Borgogni e primo firmatario l’allora sindaco della città gigliata Matteo Renzi. Questa legge ha avuto un percorso complesso e difficile, fatto prima di indifferenza assoluta e poi di pressioni ondivaghe per arrivare infine ad un risultato positivo grazie anche a una forte volontà del governo e di Matteo Renzi per primo.

Sono tre i motivi per essere soddisfatti. Il primo riguarda la giustizia per le vittime e i loro familiari. Questa legge rivoluziona totalmente il peso delle responsabilità a carico di quanti uccidono sulla strada dopo aver commesso alcune violazioni gravi, prime fra tutte gli abusi di alcol e droga. Finalmente si passa dalla certezza dell’impunità alla quasi certezza della sanzione penale, accompagnata da una revoca della patente che se non sarà ergastolo, sarà costituita comunque da un numero di anni (da 10 a 30). L’omicidio stradale passa da omicidio di serie C a omicidio di serie A!

Il secondo motivo è che riteniamo che possa avere un effetto deterrente e ridurre le morti sulle nostre strade. Lo sapremo solo nel tempo se questo è vero anche se ci sono precedenti che ci rassicurano: dopo l’introduzione della patente a punti le morti calarono significativamente.

Il terzo e ultimo motivo è perché questa legge viene dal basso, viene dai tanti cittadini, dagli amici di Lorenzo e dai tanti giovani che con coraggio hanno chiesto giustizia per i loro amici uccisi dall’egoismo e dalla violenza di certi comportamenti alla guida, dimostrando a loro stessi e a tanti che cambiare le cose in questo paese è possibile.

Sappiamo che le leggi perfette non esistono. Come tutte le leggi che impattano sulla sicurezza in genere ci vorrà un po’ di tempo per valutarne l’efficacia e dovrà essere affiancata da campagne di comunicazione, prevenzione e controlli. Si dovrà applicare il principio delle medicine: l’efficacia delle quali si vede solo dopo la somministrazione.

Una cosa è però certa,  si eleverà in modo concreto il livello di giustizia per le vittime della strada e per i loro familiari.

Vorrei infine ringraziare tutti i cittadini che ci hanno sostenuto in questi anni di impegno duro sul quale però non abbiamo mai perso la fiducia.  Un grazie anche ai parlamentari che hanno votato il provvedimento, al governo per averlo messo nell’agenda politica e anche a tante altre associazioni che hanno condiviso Il nostro percorso. È stata una battaglia dura a volte aspra ma ci siamo spesi con tutte le energie disponibili. Ne valeva la pena: non sappiamo con certezza se ora la strada sarà più sicura, sicuramente sarà più giusta!

*Associazione Lorenzo Guarnieri

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