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Un nuovo umanesimo per l’Italia di oggi

Dal 9 al 13 novembre prossimi Firenze sarà al centro di un evento di grande importanza per la Chiesa cattolica italiana. Dopo Roma, Loreto, Palermo e Verona sarà qui, infatti, che verrà ospitato il Convegno che, circa ogni dieci anni, riunisce i rappresentanti delle Diocesi italiane per fare il punto sul ruolo della Chiesa nella nostra società.

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Firenze, piazza della Signoria

La scelta di Firenze non è casuale. Il tema del Convegno è «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». E dove meglio, dunque, si poteva celebrare l’evento se non nella città che è stata culla dell’umanesimo e dove di questa idea dell’essere umano ancora si vedono le realizzazioni, camminando nelle strade, entrando nelle chiese, guardando le opere d’arte?

Una cosa, anzitutto, va detta con forza. L’umanesimo, la valorizzazione dell’essere umano e la sua collocazione armonica nel mondo, non si è sviluppato contro, ma proprio grazie al cristianesimo. Lo dimostrano i lavori di tanti letterati, filosofi, artisti, architetti. L’armonia del creato includeva l’essere umano in una prospettiva più ampia, quella della natura e del cosmo, non già pensava questi ultimi soprattutto come qualcosa di manipolabile. Oggi predomina invece l’idea che la valorizzazione dell’umano possa avvenire solo emancipandosi da ogni prospettiva religiosa. E in effetti ciò che vediamo accadere in molte parti del mondo, come risultato di una distorta concezione della fede, sembrerebbe dare ragione a questo modo di pensare. Che tuttavia è sbagliato: sia storicamente, sia culturalmente.

Bisogna dunque riprendere la questione. Tanto più oggi: in un’epoca nella quale c’è il rischio, non solo, che l’ispirazione religiosa venga fraintesa, ma soprattutto che l’essere umano perda la sua specificità e sia considerato come qualcosa di meccanico o, semplicemente, come un animale.  È l’indifferenza – cioè la cancellazione di ogni differenza, seppure nascosta dalla rivendicazione di miriadi di piccole differenze, che alla fin fine, però, omologano tutti – la vera malattia del nostro tempo.

Anche su questo rifletterà il Convegno di Firenze: volendo rilanciare la prospettiva di un nuovo umanesimo per l’Italia di oggi e mostrando come, concretamente, l’ispirazione cristiana può essere il fondamento di questo rilancio. Lo farà, tuttavia, con uno stile diverso dal solito. Non si tratterà di un convegno come tanti altri. Vuol essere un’esperienza concreta di partecipazione.

La preparazione al Convegno si è svolta infatti e si sta svolgendo grazie al coinvolgimento diretto delle diocesi. Alle diocesi sono stati chiesti contributi che mostrassero quanto è viva la pratica di sostegno e di promozione dell’umanità che è propria dei mondi cattolici. Il sito, la cui versione definitiva sarà presentata ufficialmente il 23 gennaio, sarà un luogo di condivisione delle esperienze e di scambio delle idee. L’uso massiccio dei social network consentirà anche a chi non sarà presente al Convegno di dare il suo contributo ai lavori. In sintesi, ciò che vuol emergere da tutto questo è la realtà di cattolicesimo in uscita dalle proprie, ristrette oasi di senso: una Chiesa che annuncia, abita, educa e, con la sua presenza, trasfigura le tante realtà, centrali o periferiche, in cui però sempre l’umano necessita di veder riconosciuta la propria dignità.

Un nuovo umanesimo per l’Italia di oggi
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