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La pellicola riesce comunque a dare un’idea precisa della precarietà dei giovani, di un mondo che non aiuta né fa sconti, di quanto l’idea  del domani possa essere evanescente e difficile da focalizzare.

Il film della tedesca Maren Ade, teoricamente una commedia, in realtà una tragedia venata di grottesco, ha un assunto interessante che un po’ si perde strada facendo e un po’ si presta a fraintendimenti che ne indeboliscono la portata.

Dal film non escono né un santino né una critica feroce della ex first lady, ma una sorta di manuale di sopravvivenza in un mondo che non fa sconti e che è pronto ad approfittare della minima debolezza per sgombrare la strada ai potenti

Pare di poter dire che, a dispetto di una costruzione ruvida e di un andamento che non risparmia durezze di vario genere, Moonlight, fresco vincitore dell’Oscar,  gravita anche nell’orbita dei drammi di repertorio.

Un film di stretta attualità. Ma anche un ottimo esempio di cinema (apparentemente)  semi amatoriale e/o improvvisato, alla radice del quale sta però un attento lavoro di preparazione che al caso non lascia proprio niente.

Le quasi due ore di film scorrono senza che venga mai voglia di sbirciare l'orologio e si è addirittura portati a sorvolare su alcune ovvietà, banalità e cliché.

Il mondo è un palcoscenico e i protagonisti ne sono le star. Non sembra il caso di chiedersi quale possa essere la percentuale tra verità e finzione: l'operazione di Chazelle prevede che le due cose si fondano perfettamente di modoche l’unica verità sia la finzione.

Per chi si aspetta una fantascienza rutilante e spaziale, sarà una delusione. Ma per chi sa leggere tra le righe, è un film originale che sicuramente raggiunge lo scopo che si era prefisso: non stupire, soltanto far riflettere.

Silence è un kolossal dal punto di vista dell’impegno economico, delle scenografie, persino del minutaggio (161’). Ma il kolossal si ferma qui. Tutto il resto è ricerca di Dio, scontro di civiltà, puntiglio nel mettere una di fronte all’altra due idee molto diverse della vita...

Il fulcro del cinema di Farhadi è sempre la coppia: in essa nascono le problematiche, da essa vengono quesiti e dubbi. Su questo asse portante l’autore inserisce atmosfere da thriller che rendono i suoi film appassionanti e talvolta sorprendenti.