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«The War» mescola con disinvoltura filosofia, saggezza popolare, logica militaresca, buoni sentimenti più forti dell’odio, legami di sangue e riferimenti biblici, cercando di legare il tutto con il montaggio, il senso del ritmo, la tensione e l’elemento principale, cioè l’attesa.

La pellicola punta senza mezzi termini al mix tra azione e commedia, non facilissimo da ottenere ma, a cose fatte, assolutamente vincente.

La pellicola mette a disagio nell’accumulo di situazioni estreme che, dopo una falsa impressione di gratuità, si dimostrano  predisposte e finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo.

In un film così l’impeto personale conta molto più dell’equilibrio, della profondità, dello spessore. Di certo Claude Lelouch è sempre riconoscibilissimo al limite dell’inconfondibile.

Sieranevada è un titolo difficile da decrittare. Puiu ha evocato il western, l’avventura (cioè il mito dell’America) ma anche i bianchi casermoni di Bucarest  che possono far pensare  a cime innevate.

Stéphane Brizé ha voluto trasporre in film il primo romanzo di Maupassant, adottando uno stile asciutto, privo di svolazzi, lontano dalle sottolineature melodrammatiche e dai sentimentalismi, in un certo senso anche difficile per un grande pubblico abituato ad altri ritmi e racconti.

In un contesto di realismo lodevole e senza fronzoli, alcuni problemi del film di De Paolis vengono dall’occhio preconcetto con cui è osservata e rappresentata l’interferenza della religione.

La maniera che ha Castellitto di affrontare le sue storie ha una forza e una passione che fuoriescono dalla macchina da presa e avvolgon  i personaggi nell'intento di trasformare i loro drammi quotidiani (talvolta anche banali) in qualcosa di unico.

Alla terza prova da regista Bruni torna a ribadire con forza le proprie convinzioni. Questo film potrebbe essere una favola che, come tutte le favole, è un modo come un altro di osservare la realtà.

Alla radice del film sta una visione che non prevede vie d’uscita: chi nasce in un luogo e si adatta a un certo tipo di esistenza, non ne uscirà mai. Noi, che siamo consapevoli di luoghi ed eventi, pensiamo che le possibilità di cambiare ci siano.