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Un film di stretta attualità. Ma anche un ottimo esempio di cinema (apparentemente)  semi amatoriale e/o improvvisato, alla radice del quale sta però un attento lavoro di preparazione che al caso non lascia proprio niente.

Le quasi due ore di film scorrono senza che venga mai voglia di sbirciare l'orologio e si è addirittura portati a sorvolare su alcune ovvietà, banalità e cliché.

Il mondo è un palcoscenico e i protagonisti ne sono le star. Non sembra il caso di chiedersi quale possa essere la percentuale tra verità e finzione: l'operazione di Chazelle prevede che le due cose si fondano perfettamente di modoche l’unica verità sia la finzione.

Per chi si aspetta una fantascienza rutilante e spaziale, sarà una delusione. Ma per chi sa leggere tra le righe, è un film originale che sicuramente raggiunge lo scopo che si era prefisso: non stupire, soltanto far riflettere.

Silence è un kolossal dal punto di vista dell’impegno economico, delle scenografie, persino del minutaggio (161’). Ma il kolossal si ferma qui. Tutto il resto è ricerca di Dio, scontro di civiltà, puntiglio nel mettere una di fronte all’altra due idee molto diverse della vita...

Il fulcro del cinema di Farhadi è sempre la coppia: in essa nascono le problematiche, da essa vengono quesiti e dubbi. Su questo asse portante l’autore inserisce atmosfere da thriller che rendono i suoi film appassionanti e talvolta sorprendenti.

Come è tradizione, al termine di questo anno, il nostro critico cinematografico ha stilato un elenco di quei film del 2006 che per un motivo o per l'altro vale la pena «salvare» dall'oblio-

Roald Dahl, scrittore britannico, è il guru della letteratura per l’infanzia. Ma non solo. Steven Spielberg è il regista delle favole e dell’avventura. Ma non solo. Il non solo fa la differenza e condanna Il grande gigante gentile a un insuccesso di pubblico dovuto all’incasellamento del film nel genere «fiabe per bambini» che decisamente gli sta molto stretto.

Un omaggio affettuoso, appassionato e appassionante a due dei grandi drammaturghi del teatro mondiale, seppur vissuti in epoche molto diverse: William Shakespeare ed Eduardo De Filipp.

«Sully» è due cose: un viaggio in un’anima limpida e tormentata e la presa d’atto che l’eroismo del miracolo sull’Hudson va ugualmente suddiviso tra pilota, primo ufficiale, hostess, passeggeri e soccorsi.