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Quel che sapeva Maisie

«Ciò che sapeva Maisie» è un romanzo pubblicato da Henry James nel 1897. Scott McGehee e David Siegel, al momento di allestirne una riduzione cinematografica, ne hanno spostato l’azione ai giorni nostri modificando anche qualche personaggio e qualche espediente narrativo.

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Considerando il risultato ottenuto, possiamo dire che sono riusciti a evitare tutti i rischi del cambiamento d’epoca, dimostrando anche come il testo di James si possa considerare nella sostanza straordinariamente (e tristemente) attuale in modo da renderne più agevole la trasposizione. Naturalmente questo non deve far pensare a semplici automatismi che avrebbero consentito a chiunque di poterlo fare. Il lavoro delle sceneggiatrici Nancy Doyne e Carroll Cartwright è accurato e approfondito.

La regia di McGehee e Siegel evita ogni magniloquenza limitandosi a una brutale secchezza che non lascia spazio a pietismi. E soprattutto gli autori trovano piena corrispondenza nel contributo dei protagonisti: la rockstar Julianne Moore e il mercante d’arte Steve Coogan, genitori egoisti e incapaci di pensare per un solo istante al bene della figlia, la tata Joanna Vanderham e il barista Alexander Skarsgård, praticamente eletti al ruolo di genitori sostitutivi che ricoprono con maggior senso di responsabilità di quelli naturali, e la meravigliosa Onata Aprile, una Maisie che tutto vede, tutto capisce e tutto elabora nel suo sguardo di profonda tristezza in attesa di qualcuno che possa darle stabilità e sicurezza. O anche più semplicemente amore e responsabilità. In questo senso il romanzo di Henry James era più drasticamente pessimista: Maisie, divenuta adolescente, dovendo decidere se rimanere a vivere con Sir Claude (che nel film diventa il barista) e la governante Mrs. Wix, nella convinzione che Sir Claude e la tata Overmore non sarebbero comunque riusciti a costruire un rapporto più duraturo e avrebbero fatto la fine dei suoi genitori, sceglieva Mrs. Wix. McGehee e Siegel, invece, lasciano lo spettatore nel dubbio: Maisie prende la prima decisione importante della sua esistenza rifiutando di seguire la madre in tournée. Al mattino seguente, mentre con Lincoln e Margo cammina sul pontile verso la barca che li porterà in gita sul mare, ha uno dei pochi mezzi sorrisi di tutto il film. Gli autori ci lasciano con un fermo immagine che implica la necessità di partecipare personalmente al racconto decidendo se dare alla bambina una chance oppure a considerarla irrimediabilmente vittima della cattiveria degli adulti con una serie di ferite che difficilmente si cicatrizzeranno con il progredire dell’età.

È evidente che la scelta di Henry James di raccontare tutta la storia dal punto di vista di Maisie è la stessa adottata dagli autori del film, che sgombrano il campo da ogni ricatto sentimentale e da qualunque sospetto di lacrima facile intendendo invece porre al centro del racconto una bambina che narra la propria storia in ragione del rapporto che intrattiene con le persone a lei più vicine. Così facendo, ovviamente, non raccontano soltanto la storia di Maisie, ma anche quella di tanti bambini che le scelte degli adulti costringono alla rabbia, alla solitudine, al rancore, al rifiuto programmatico di qualunque ipotesi di rapporto di coppia.

Così «Quel che Maisie sapeva» diventa un durissimo reportage su tutte le problematiche sollevate dallo sgretolamento di una famiglia e, a parte tutto e quanta speranza uno si porti nel cuore, rende estremamente difficile optare per una soluzione positiva. Julianne Moore, rockstar interessata soltanto a se stessa, incarna alla perfezione la madre che non vorremmo. Ma Onata Aprile, otto anni all’epoca delle riprese, riesce in maniera assolutamente naturale a catalizzare su di sé l’attenzione del pubblico e a diventare, in un certo senso, la figlia che tutti quelli che credono nella famiglia vorrebbero. Non foss’altro per darle ciò cui ha diritto e magari, ogni tanto, per vederla sorridere con convinzione.
QUEL CHE SAPEVA MAISIE (What Maisie Knew) di Scott McGehee e David Siegel. Con Julianne Moore, Alexander Skarsgård, Steve Coogan, Onata Aprile, Joanna Vanderham. USA 2012; Drammatico; Colore

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