Commento al Vangelo
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Il nuovo anno si apre con Maria

Mercoledì 1 gennaio, Maria SS. Madre di Dio. «I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino»

Iniziamo questo nuovo anno con Maria, la Madre di Dio. Il Vangelo ce la presenta mentre porge il Bambino  Gesù ai pastori, che son lì per adorarlo. La festa di oggi pone l’accento sulla grandezza e lo splendore di Maria, come Madre. Dopo il tempo dell’attesa è giunto il tempo opportuno e fertile, il tempo dell’amore. Dio è amore e l’amore ha bisogno di essere amato, a noi, oggi viene data la possibilità di essere amore e di donare amore. L’amore si è fatto carne ed è entrato nella storia dell’umanità grazie a Maria, lei ha detto Si alla volontà di Dio facendosi forte della forza di Dio. S. Paolo scrive: Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna.

La pienezza del tempo è giunta fino a noi, ci interpella sul nostro essere cristiani chiedendoci quale pienezza viviamo in questo tempo saturo di ogni cosa. I pastori andarono di fretta: diventano annunciatori, evangelizzatori, per voi fu partorito oggi un Salvatore, che è Cristo Signore (v.11) l’oggi della salvezza si realizza anche per noi che annunciamo e crediamo. È l’annuncio  che muove i piedi di chi crede. 

I pastori hanno ricevuto l’annuncio dall’Angelo e sono partiti, hanno creduto in quelle parole e ora vedono, e dopo aver visto annunciano. Diventano  mediatori della Parola: è il compito di noi cristiani. Una volta che facciamo esperienza di questo amore ne diventiamo annunciatori; dovremmo essere calamite che attraggono nel bene. Tutti si stupirono: lo stupore non ha nulla  a che vedere con la curiosità, questa può portare al desiderare, al possedere, la meraviglia no! Apre, accoglie, libera. La meraviglia è ciò che avviene quando ci si trova di fronte a qualcosa di bello, d’indescrivibile. Ci stupiamo di fronte a un bambino che nasce, a un uomo che si commuove, a una mano che sostiene, a un paesaggio che incanta, alla Parola che genera e rende feconda.

Questo stupore è il primo passo importante, apre il cuore, allarga i confini, rende  capaci di essere accoglienti anche di fronte all’umanamente indicibile. Maria conservava tutte queste parole nel cuore.

Abbiamo già visto in precedenza l’importanza dell’essere disponibili alla grazia di Dio e Maria ha detto si, ha accettato quel mistero insondabile e ora lo ha tra le mani. I pastori esultano, si meravigliano e lei resta a contemplare, quasi come a voler custodire quella Parola che lascia senza parole. Beata te, Maria,  che hai creduto alla Parola di Dio e nel cuore conservi attimi significativi che saranno la base di quello che poi accadrà. I pastori ritornarono, per glorificare e lodare Dio per quanto visto e udito. È tutto un processo di trasformazione, di conversione. Vi è un ritorno, una presa di coscienza di quanto sta accadendo, un tornare al Padre grazie al Figlio Gesù che viene incontro a noi. Anche Maria prima di vedere il figlio ha ascoltato la parola dell’angelo ha detto si alla volontà di Dio e poi vede che il mistero si concretizza, si incarna Dall’ascolto nasce la Parola. e Maria è stata ed è donna dell’ascolto, donna del silenzio donna che ha dato alla vita un  pane che non perisce ma che sfamerà questa nostra società che ha fame e sete di verità, d’amore.

Otto giorni dopo la nascita gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. Un tempo che si riempie di senso, di significato. un tempo che si compie. Si legge infatti: dopo otto giorni lo circoncidono secondo la legge. La circoncisione è segno di alleanza tra Dio e il suo popolo, segno di un’alleanza che non ha mai fine e che trova il suo compimento in Gesù. Si ora possiamo chiamare per nome l’indicibile: Gesù, che sta a significare Dio salva, Dio che  vuole salvarci e lo fa insieme a Sua Madre, prescelta per essere Madre di tutti i viventi, Madre del Figlio fattosi uomo.  colei che nel silenzio loquace ci indica la via di salvezza, e ci esorta a seguirla, ad essere perseveranti nell’amore. In tutta la Chiesa risuona in questo giorno santo, l’antica benedizione sacerdotale annunciata nella 1° lettura: Ti benedica il Signore e ti custodisca…. faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti dia pace.  Sia questo il nostro itinerario e la nostra forza. Maria ci accompagni e ci protegga per tutti i giorni della nostra vita.

Suor Tiziana Chiara Caputo

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