Commento al Vangelo
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L’Ascensione: Gesù è il «Dio con noi»

Domenica 1° giugno - ASCENSIONE DEL SIGNORE: «Fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi»

Parole chiave: Vangelo (501)

Celebrando la solennità dell’Ascensione di Gesù, ci avviciniamo al termine del tempo pasquale. Il brano che ci guida è la finale del Vangelo di Matteo: una splendida sintesi teologica. Di Ascensione vera e propria parlerà Luca nella 1° lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli. Ciò che è singolare in questa domenica è la presenza di una parola ricorrente, la parola è: FORZA che lega le tre letture: «Avrete forza dallo Spirito Santo» (1°lettura); «secondo l’efficacia della sua forza» (2° lettura); «Mi è stato dato  ogni potere in cielo e in terra» (Vangelo). È la forza di Cristo che viene a spezzare ogni condizione, viene a rafforzare la nostra vita e a renderci suoi amici, per sempre.

In questa liturgia vi è uno stile elevato e grandioso che assume i tratti della definitività.

Gesù si avvicina agli apostoli, e parla. Il Signore raduna i suoi per una sola ragione, perché sappiano cosa devono fare da quel momento in poi: rivelare a tutte le genti, l’attualizzazione del piano del Dio-Amore realizzato attraverso il Figlio nello Spirito Santo.

Gesù adempie la promessa fatta lungo il cammino verso il Getsemani, quando aveva annunciato la sua morte ma anche la Risurrezione.
In Galilea: luogo dove ha avuto inizio la chiamata, luogo dove Gesù riconvoca i discepoli, ma questa volta non soggetto a nessuna dimensione umana, chiama nella libertà.

Li incontra sul monte: luogo privilegiato per parlare al cuore dell’uomo. Gesù si avvicinò e parlò. Per riprendere il legame con i discepoli, Gesù deve avvicinarsi ed esporsi; un avvicinamento che riprende una comunicazione interrotta. Si legge: Andate. Il compito di andare ha come unico scopo diffondere l’amore ricevuto e donarlo, donarsi. Farsi discepoli a tutte le genti.

Se al Gesù terreno, al Gesù prima della morte il percorso era limitato dall’indifferenza, limitato dall’odio, ora al Gesù Risorto non vi è limite, non vi è confine. Il modo della missio ad gentes, del grande mandato missionario, è fatto da due elementi: battezzare e insegnare.

Chi è colui che deve andare? Chi è il vero discepolo? Discepolo è chi è immerso, sommerso in   Dio dove lo Spirito Santo rende forti e rigenerati. Attraverso le parole: nel nome de Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, siamo inseriti nella Trinità, evidenziando come l’azione battesimale sia in stretta relazione al Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Il discepolo entra in relazione con un Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. È da questo che si è inseriti nell’evento salvifico che rende possibile una nuova vita di relazione.

La seconda parte importante della missione è insegnare ciò che il Signore ha detto. Un comando antico ma con un modo nuovo che rende fecondi nell’essere missionario: l’AMORE.

Gesù e i discepoli sono uniti da un unico intento: fare discepoli tutti. Ciò che rende unico e singolare questo testo è la Presenza, la fedeltà di Cristo nei confronti dell’uomo: ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Gesù è colui che compie la promessa profetica fatta ad Acaz (1s 7,14), è l’Emmanuele il Dio con noi (Mt 1,23). Si fa presente e garantisce la presenza: dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò con loro (Mt 18,20), si fa presente in ogni nostro respiro.

Fare di ogni uomo un discepolo: ecco l’impegno della Chiesa e dei cristiani in ogni tempo. Un’impresa possibile? Il Signore dice, oggi a ciascuno di noi: Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo. A noi oggi è chiesta la disponibilità del cuore, della mente, di tutta la nostra persona: dare compimento al mistero. Lui ci fa una promessa mentre ci lascia, ma con l’Ascensione il Signore Gesù è divenuto veramente l’«Emmanuele», il «Dio con noi» per sempre.
Questa è la forza della nuova evangelizzazione, questa è la grandezza di Dio: l’aver scelto di essere con noi, l’aver scelto di immolare la vita, fino a perderla, ma ancor più disarmante e commovente aver scelto di fare di noi la sua presenza. Buon cammino a tutti.

Suor Tiziana Caputo

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