Commento al Vangelo
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La Chiesa, una fontana a cui tutti possano bere

Domenica 9 novembre, Dedicazione della Basilica Lateranense. «Parlava del tempio del suo corpo».

Parole chiave: Vangelo (501)

Oggi festa della Dedicazione della Basilica Lateranense,  ritenuta madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe.

«Consacrata dal papa Silvestro il 9 novembre 324, fu la prima chiesa ad essere pubblicamente consacrata. Nel XII secolo, fu dedicata a san Giovanni Battista  grazie al suo battistero, che è il più antico di Roma, e da qui la  designazione di basilica di San Giovanni in Laterano. Per più di dieci secoli, i papi tennero la loro residenza nelle vicinanze e vi si tennero circa duecentocinquanta concili, di cui cinque ecumenici. Semidistrutta dagli incendi, dalle guerre, venne ricostruita sotto il papato di Benedetto XIII e di nuovo consacrata nel 1726.

Basilica e cattedrale di Roma, la prima di tutte le chiese del mondo, essa è il primo segno esteriore e sensibile della vittoria della fede cristiana sul paganesimo occidentale. Per tutti i cristiani reduci dalle "catacombe", la basilica del Laterano fu il luogo dove potevano finalmente adorare e celebrare pubblicamente Cristo Salvatore. Quell’edificio di pietre, costruito per onorare il Salvatore del mondo, era il simbolo della vittoria, fino ad allora nascosta, della testimonianza dei numerosi martiri. Segno tangibile del tempio spirituale che è il cuore del cristiano, esorta a rendere gloria a colui che si è fatto carne e che, morto e risorto, vive nell’eternità. L’anniversario della sua dedicazione, celebrato originariamente solo a Roma, si commemora da tutte le comunità di rito romano». (tratto dal sito lachiesa.it)

Questa festa prende, oggi, il posto della trentaduesima domenica del Tempo Ordinario; il tempio è luogo di Dio, un’impronta della Sua presenza, un luogo dove poter ascoltare la Sua  Parola, celebrare l’Eucaristia, vivere  la preghiera personale e comunitaria.

Una festa che ci aiuta a rinnovare l’amore e il legame a Cristo Signore e alla sua Chiesa. Il mistero di Cristo, venuto «non per condannare il mondo, ma per salvare il mondo» (Gv 12,47), infiammi i nostri cuori, e la testimonianza delle nostre vite donate interamente al Signore e ai fratelli ci aiuti a dire che l’amore può tutto, oltre ogni struttura, oltre ogni confine.

È bello oggi dire alla Chiesa: «Ti amo, come casa mia». Ma è giusto anche esortare la Chiesa a non avere porte ermeticamente chiuse, ma a essere, come felicemente esortava Giovanni XXIII, «la fontanella posta al centro della piazza del paese, dove tutti, ma proprio tutti, coloro che hanno sete, senza alcuna distinzione, possano bere». (Mons. Riboldi).

Oggi il Signore ci insegna che il tempio di Dio non deve essere un luogo di mercato, un luogo di ipocrisie e falsità, ma una casa accogliente che accoglie tutti, coloro che sono stanchi e affaticati, oppressi, giovani, bambini, ammalati. Tutti coloro che desiderano mettersi in discussione, desiderano di mettersi in cammino insieme a coloro che ci hanno preceduto e che oggi, costruiscono la Chiesa.  Il tempio siamo noi, siamo noi che rendiamo vivo il tempio, siamo noi quell’«edificio spirituale» costituito da Dio come pietre vive poggiate sull’unico fondamento: Cristo (Cfr  1cor 3,9 ss). Noi formiamo il nuovo popolo dell’Alleanza, formiamo quell’unico popolo e ancora oggi, celebrando la dedicazione della Basilica Lateranense, celebriamo la nostra consacrazione a Dio, e ciò che ci unisce è lo Spirito Santo che ci fa professare un’unica fede.  Un breve pensiero di Sant’Agostino dice: Non è la basilica che contiene il popolo, è il popolo stesso.

Anche San Girolamo ci aiuta con le sue parole: Non sono le mura che fanno i cristiani.

Viviamo questa festa nella consapevolezza che siamo chiamati a essere parte viva di questo grande progetto d’amore, siamo chiamati a costruire con la nostra vita, con la nostra presenza, il tempio di Dio testimoniando concretamente ciò che a noi è stato donato.

Suor Tiziana Chiara

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