Commento al Vangelo
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Lo Spirito consolatore

Domenica 5 maggio, VI Domenica di Pasqua. Dal Vangelo secondo Giovanni (14,23-29): «Il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Nel tempo di Pasqua continuiamo ad ascoltare il Vangelo di Giovanni e, in particolare, il discorso di Gesù dopo «la cena dell’ora». Oggi, come sempre, d’altronde, ci viene presentato un testo molto ricco di contenuti, tutti importanti per crescere nella fede e in una vita somigliante a quella di Cristo. Tutto il discorso, ma anche il gesto di Gesù di lavare i piedi ai suoi apostoli che lo ha preceduto, è incentrato sul tema dell’amore. Un Amore che ha origine dall’amore del Padre per il Figlio e dal Padre e dal Figlio è donato a noi: «Il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Il discepolo del Cristo ha questo di grande: sapere di essere attirato dentro questa circolarità d’amore che è Dio Trinità! Già dovrebbe bastare questa consapevolezza per fare della nostra vita un continuo rendimento di grazie a Dio. Gesù, dopo aver annunciato ai discepoli il dono dello Spirito, dona loro la pace, ma «ma non come la dà il mondo» precisa. Infatti la pace del mondo è basata sul silenzio degli armi, mentre quella di Gesù è basata sul cambiamento dei cuori ed è frutto del Paràclito, «lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce».

Nella breve meditazione di oggi fermiamo la nostra attenzione sull’appellativo che Gesù attribuisce allo Spirito Santo. Allora ci chiediamo: cosa significa Paràclito e perché questo appellativo si attribuisce allo Spirito Santo? Siccome poco prima delle parole riferite nel brano di vangelo di oggi, Gesù dice che lo Spirito è «un altro Paràclito», occorre che ci chiediamo chi è l’altro? Evidentemente non è possibile rispondere in modo esauriente a queste domande e non pretendo assolutamente di farlo. Mi accontenterei di chiarire un poco il senso e l’importanza della presenza dello Spirito Santo dentro di noi. Intanto: Paràclito significa «chiamato in difesa», «chiamato accanto», «chiamato in aiuto», quindi, avvocato, difensore, Consolatore. Questo, dice Gesù, è un altro, ciò significa che c’è un Consolatore o un Avvocato prima dello Spirito. Chi è, dunque questo Avvocato? Evidentemente è Gesù stesso che, grazie al suo sacrificio, ci difenderà presso il tribunale del Padre dalle accuse  di Satana. Pertanto, se Gesù ci difenderà «allora» al momento dell’incontro con il Padre al termine dell’esistenza terrena, lo Spirito santo ci difende e ci consola «oggi», rimanendo con noi sempre, insegnandoci ogni cosa, ricordandoci tutto ciò che Lui (Gesù) ci ha detto. Sono tre, quindi, le azioni dello Spirito Paràclito: rimane sempre con noi, ci insegna, ci ricorda ciò che Gesù ci ha detto.

Lo Spirito rimane sempre con noi, ci conforta, lenisce i nostri dolori e ci reca sollievo, allontanando da noi quel senso di turbamento che ci può prendere per  quello che di poco buono o di apparentemente incomprensibile accade attorno a noi, illuminandolo con la luce della Verità che Gesù ci ha insegnato, richiamandola alla memoria e facendocela rivivere. Lo Spirito, quindi, è il migliore dei compagni del nostro  pellegrinaggio terreno. E lo è non solo per ciò che ci insegna e ci fa ricordare, ma anche perché ci difende dallo  spirito del mondo che, con astuzia, il diavolo vuole che si infiltri anche nella Chiesa e in ciascuno di noi. Lo Spirito Santo, pertanto, ci difende dalla mentalità del mondo che ci chiama a pensare a noi stessi, al proprio piacere, alla propria carriera, alla affermazione di sé, alla propria gloria. Lo Spirito Santo ci difende dal pensare che il vivere le beatitudini del Signore è impossibile, che  sono un sogno e che non vale la pena di impegnarci in esse perché tanto nulla è cambiato in questi duemila anni di cristianesimo e nulla cambierà. Ancora, lo Spirito Santo ci difende e ci dà la forza di reagire quando crediamo di essere soli nel vivere i valori evangelici dell’umiltà, del dominio di sé, dell’amore gratuito, del perdono,… Insomma lo Spirito Santo è la Vita della nostra vita, come lo è della vita della  Chiesa. Allora non ci rimane che ringraziare il dono del Paràclito.

«Grazie, Spirito Santo, perché sei per noi il consolatore, il dono supremo del Padre. Grazie per essere stato accanto a noi  nella lotta, per averci aiutato a vincere il nemico o a rialzarci dopo la sconfitta. Grazie per essere stato nostra guida nelle scelte difficili della vita e averci preservato dal fascino del male».

Lo Spirito consolatore
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