Commento al Vangelo
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Viviamo con Maria l’attesa di una nascita

Domenica 21 dicembre - IV DOMENICA DI AVVENTO - «Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce»

Parole chiave: Vangelo (502)

Con questa domenica termina il tempo di avvento, viviamo con la Vergine Maria l’attesa.

«Per Maria nulla è mai troppo e per quel sì il mondo ottenne la salvezza» cosi scriveva Padre Pio.  Lei apre la porta della sua casa affinché Dio possa abitarvi. Il nostro rischio, a volte è di preoccuparci delle pietre, dei mattoni che servono per costruire una struttura, come è capitato a Davide, e poi? La chiesa siamo noi, siamo noi il tempio vivo, dove Dio chiede di stare. «Tu vuoi costruirmi una casa? Sarò io a costruire una casa a te: ti darò un discendente che regnerà per sempre». Queste parole manifestano la fedeltà di Dio, a Lui nulla è impossibile. La  fedeltà della Parola persevera, infatti nel Vangelo si legge: «L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea.. a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe…Entrando da lei, disse: Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te (Lc 1, 26-38). L’Onnipotente si ferma in questo piccolo spazio del mondo, ma Lui di certo non si ferma all’apparenza o alla convenienza, l’Onnipotente ha visto in Maria la grandezza d’animo, la fedeltà, la disponibilità a lasciarsi stravolgere i «suoi» piani per accogliere il Piano Divino.

L’Onnipotente trova la disponibilità di una donna che accoglie suo figlio, la Vergine Maria le presta le braccia, le ginocchia, le offre le sue mani per custodire, far crescere Suo Figlio. L’amore trova casa e si fa luogo di accoglienza per tutti. È interessante l’atteggiamento di Maria; lei interpella l’Angelo, lo ascolta, accoglie accetta quanto dice e infine si lascia coinvolgere. Poteva spaventarsi alla presenza dell’angelo, poteva scappare, mandarlo via, ma si è fermata e ha ascoltato. Quante volte anche noi presi dal panico, scappiamo davanti a certe situazioni, senza nemmeno ascoltare. Maria ci insegna come essere disponibili, come renderci attenti alla Parola e come metterla in pratica. La fede rompe i limiti di ogni capacità umana e ci rende uomini e donne capaci per Dio e di Dio. La fede ci rende forti e capaci di abbandonare ogni resistenza.

Gioisci Maria! Le parole dell’angelo sono parole di speranze legate a una promessa antica. Dio dona all’umanità, attraverso Maria, la sua gioia. La gioia scaccia la paura, prende il posto di tanti interrogativi e fa vibrare il cuore di ogni uomo. Maria il Signore è con te! La gioia desidera incontrare l’amata. Un Dio che si fa presente;  Maria non è si è fermata alla  dubbio, all’insicurezza e inadeguatezza del compito affidatogli, certo è turbata ma non si ferma a questo, non si lascia intrappolare nei ragionamenti umani, segue la fede che interroga e cerca fino  la volontà del Padre: «Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola».

Oggi siamo invitati a metterci a servizio di quello che a volte sembra impossibile, Maria dà la sua disponibilità a un progetto che di certo non aveva calcolato, né tanto meno pensato a tavolino. Non aveva certezze di quanto l’angelo diceva, non aveva un certificato con la firma autenticata ma, ha avuto fede, coraggio. Si è fidata. Accettiamo la possibilità che l’impossibile diventi reale, accettiamo e accogliamo quanto il Signore ci dona, proprio oggi. Questi ultimi giorni prima del Natale non siano solo una corsa a comprare regali o chissà cosa, diamo tempo al Signore che viene proprio per noi, in noi. Prepariamo il nostro cuore

Suor Tiziana Chiara

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