La parola del Papa

La parola del Papa stampa

Giovedì 7 dicembre Papa Francesco ha inviato un messaggio in occasione della XXII Solenne Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie che aveva come tema: «In interiore homine. Percorsi di ricerca della tradizione latina». 

Mercoledì 15 novembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha ricordato che il Libro della Genesi afferma che l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, il quale è Padre, Figlio e Spirito Santo, una relazione perfetta di unità. Da ciò possiamo comprendere che noi tutti siamo stati creati per entrare in una relazione perfetta di amore, in un continuo donarci e riceverci per poter trovare così la pienezza del nostro essere.

Domenica 5 novembre Papa Francesco, all’Angelus, commentando il Vangelo dei giorno (Mt 23,1-12), ambientato negli ultimi giorni di vita di Gesù a Gerusalemme, giorni carichi di aspettative e anche di tensioni,  ha annotato che da una parte il Signore rivolge critiche severe agli scribi e ai farisei e dall’altra lascia importanti consegne ai cristiani di tutti i tempi, quindi anche a noi.

Mercoledì 1 novembre Papa Francesco, all’«Angelus», ha osservato che la solennità di Tutti i Santi è la nostra festa: non perché siamo bravi, ma perché la santità di Dio ha toccato la nostra vita.

Mercoledì 11 ottobre Papa Francesco, all’udienza generale, ha osservato che il Vangelo raccomanda di essere come dei servi che non vanno mai a dormire, finché il loro padrone non è rientrato. Questo mondo esige la nostra responsabilità, e noi ce la assumiamo tutta e con amore.

Mercoledì 4 ottobre Papa Francesco, all’udienza generale, ha affermato che il cristiano non è un profeta di sventura. L’essenza del suo annuncio è l’opposto, l’opposto della sventura: è Gesù morto, per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. Se i Vangeli si fossero fermati alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale.