La parola del Papa

La parola del Papa stampa

Mercoledì 11 ottobre Papa Francesco, all’udienza generale, ha osservato che il Vangelo raccomanda di essere come dei servi che non vanno mai a dormire, finché il loro padrone non è rientrato. Questo mondo esige la nostra responsabilità, e noi ce la assumiamo tutta e con amore.

Mercoledì 4 ottobre Papa Francesco, all’udienza generale, ha affermato che il cristiano non è un profeta di sventura. L’essenza del suo annuncio è l’opposto, l’opposto della sventura: è Gesù morto, per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. Se i Vangeli si fossero fermati alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale.

Mercoledì 27 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha ricordato che il poeta francese Charles Péguy (1873-1914) ha lasciato delle pagine stupende sulla speranza. Egli dice che Dio non si stupisce tanto per la fede degli esseri umani, e nemmeno della loro carità; ma ciò che veramente lo riempie di commozione è la speranza della gente. «Che quei poveri figli - scrive Péguy - vedano come vanno le cose e che credano che andrà meglio domattina».

Mercoledì 20 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha voluto proporre alcune indicazioni per educare alla speranza. Ha esortato, innanzitutto, di non arrendersi alla notte: si deve ricordare che il primo nemico da sottomettere non è fuori di noi: è dentro. Pertanto non si deve concedere spazio ai pensieri amari e oscuri. Questo mondo è il primo miracolo che Dio ha fatto, e Dio ha messo nelle nostre mani la grazia di nuovi prodigi.

Mercoledì 13 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha svolto qualche riflessione sul viaggio apostolico in Colombia. Ha innanzitutto osservato di aver sentito la continuità con i due Papi che avevano visitato la Colombia: il beato Paolo VI, nel 1968, e san Giovanni Paolo II nel 1986.

Sabato 2 settembre Papa Francesco ha incontrato i capi religiosi coreani appartenenti al «Korean Council of Religious Leaders». Ha esordito ricordando quanto ebbe modo di dire, il 18 agosto 2014, a Seoul: «La vita è un cammino, un cammino lungo, ma un cammino che non si può percorrere da soli. Bisogna camminare con i fratelli alla presenza di Dio.

Mercoledì 30 agosto Papa Francesco, all’udienza generale, ha voluto riflettere sul rapporto tra la speranza e la memoria, con particolare riferimento alla memoria della vocazione, partendo dalla chiamata dei primi discepoli di Gesù: Giovanni e Andrea (Gv 1, 35-39). Nella loro memoria rimase talmente impressa questa esperienza, che qualcuno ne registrò perfino l’ora: «Erano circa le quattro del pomeriggio».

Mercoledì 23 agosto Papa Francesco, all’udienza generale, ha ricordato come la speranza cristiana si basa sulla fede in Dio che sempre crea novità nella vita dell’uomo, nella storia, nel cosmo. Non è cristiano camminare con lo sguardo rivolto verso il basso senza alzare gli occhi all’orizzonte.