La parola del Papa
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Corruzione e potere, le insidie del demonio

Mercoledì 3 ottobre Papa Francesco ha celebrato la Messa nella Cappella del Governatorato per la festa di San Michele Arcangelo, patrono Gendarmeria Vaticana.

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All’omelia il Papa ha ricordato che nella preghiera iniziale è stata chiesta la grazia di esser difesi dall’Arcangelo Michele contro le «insidie» del demonio.

Questo è uno dei metodi del diavolo, le insidie. E’ un seminatore di insidie, mai cadde dalle sue mani un seme di vita, di unità, ma sempre insidie. Satana è anche un seduttore, seduce col fascino demoniaco che ti porta a credere tutto.

Lui sa vendere con questo fascino, vende bene, ma paga male alla fine! Pensiamo al dialogo del diavolo con Gesù riportato nel Vangelo, dove ci vengono presentati i tre gradini del serpente antico.

Primo: avere le cose, il pane, le ricchezze, che portano lentamente alla corruzione, che non è una fiaba, ma c’è dovunque. Per due soldi tanta gente vende l’anima, vende la felicità, vende la vita, vende tutto.

Secondo gradino: la vanità. Quello che diceva il diavolo a Gesù: «Andiamo sul terrazzo del tempio, buttati giù, fai il grande spettacolo». Vivere per la vanità.

Il terzo gradino: il potere, l’orgoglio, la superbia: «Io ti do tutto il potere del mondo, tu sarai quello che comanda».

Questo accade anche a noi, sempre, nelle piccole cose: attaccati troppo alle ricchezze, ci piace quando ci lodano, quando hai il potere ti senti Dio e questo è il grande peccato.

Voi che avete un lavoro un po’ difficile, dove sempre sono contrasti e dovete mettere le cose al loro posto ed evitate tante volte reati o delitti. Pregate il Signore, con l’intercessione di San Michele Arcangelo, perché vi difenda da ogni tentazione di corruzione, di vanità e di superbia.

Quanto più umile, come Gesù, è il vostro servizio, più fecondo e più utile sarà per tutti noi.

Come vediamo l’umiltà di Gesù? Se noi andiamo al racconto della tentazione subita da Gesù non troviamo mai una parola sua. Gesù non risponde con parole proprie, risponde con parole della Sacra Scrittura, tutt’e tre le volte.

E questo ci insegna che col diavolo non si può dialogare, e ciò aiuta tanto, quando viene la tentazione: con te non parlo, la Parola del Signore soltanto.

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