La parola del Papa
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Da Santo Stefano ai martiri di oggi

Venerdì 26 dicembre Papa Francesco, prima della recita dell’«Angelus», ha parlato di Santo Stefano, ricordando che fu scelto dagli Apostoli, insieme ad altri sei, per la diaconia della carità, cioè per assistere i poveri, gli orfani, le vedove della comunità di Gerusalemme.

Con il suo martirio Santo Stefano onora la venuta nel mondo del Re dei re, dà testimonianza di Lui e offre in dono la sua stessa vita, come faceva nel servizio ai più bisognosi. Il Vangelo della festa di Santo Stefano riporta una parte del discorso di Gesù ai suoi discepoli nel momento in cui li invia in missione: "Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato" (Mt 10,22).

Queste parole - ha detto il Papa - non turbano la celebrazione del Natale, ma lo spogliano di quel rivestimento dolciastro che non le appartiene. Ci fanno comprendere che nelle prove accettate a causa della fede, la violenza è sconfitta dall’amore, la morte dalla vita. Per accogliere veramente Gesù nella nostra esistenza, la strada è quella indicata da quel passo evangelico, cioè dare testimonianza a Gesù nell’umiltà, nel servizio silenzioso, senza paura di andare controcorrente e di pagare di persona. E se non tutti sono chiamati, come Santo Stefano, a versare il proprio sangue, ad ogni cristiano però è chiesto di essere coerente in ogni circostanza con la fede che professa. E la coerenza cristiana è una grazia che dobbiamo chiedere al Signore. Essere coerenti, vivere come cristiani e non dire: «sono cristiano», e vivere come pagano.

Seguire il Vangelo è di certo un cammino esigente, ma bellissimo, e chi lo percorre con fedeltà e coraggio riceve il dono promesso dal Signore agli uomini e alle donne di buona volontà. Come cantavano gli angeli il giorno di Natale: "Pace! Pace!". Questa pace donata da Dio è in grado di rasserenare la coscienza di coloro che, attraverso le prove della vita, sanno accogliere la Parola di Dio e si impegnano ad osservarla con perseveranza. Occorre pregare in modo particolare - ha aggiunto - per quanti sono discriminati, perseguitati e uccisi per la testimonianza resa a Cristo.

Preghiamo, inoltre perché grazie anche al sacrificio di questi martiri di oggi (sono tanti, tantissimi!), si rafforzi in ogni parte del mondo l’impegno di riconoscere e assicurare concretamente la libertà religiosa, che è un diritto inalienabile di ogni persona umana.

Da Santo Stefano ai martiri di oggi
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