La parola del Papa
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È il momento di riscoprire il sentiero dell’amore di Dio

Venerdì 6 settembre è stato pubblicato il messaggio di Papa Francesco al capitolo generale dell’Ordine dei Carmelitani dell’antica osservanza.

Le vostre origini contemplative - esordisce il Pontefice - scaturiscono dalla terra dell’epifania dell’amore eterno di Cristo, Verbo fatto carne. Vi suggerisco tre elementi che possono guidarvi nella realizzazione piena della vostra vocazione che è la salita al monte della perfezione : l’ossequio a Cristo, la preghiera e la missione.

Nella vostra regola - ha aggiunto - che si richiama al «percorso di vita» formulato, nel 1214, da Sant’Alberto, Patriarca di Gerusalemme, viene disegnata una spiritualità totalmente orientata a Cristo. Sant’Alberto delineò un’ecologia fisica dello spazio e l’armatura spirituale necessaria per compiere efficacemente la vostra missione. In un mondo che spesso misconosce Cristo e , di fatto, lo rifiuta, voi siete invitati ad accostarvi e ad aderire sempre più profondamente a Lui. Lungo tutta la vostra storia - scrive ancora il Papa - i grandi Carmelitani sono stati un forte richiamo alle radici della contemplazione, radici sempre feconde di preghiera. Qui è il cuore della vostra testimonianza: la dimensione di «contemplatività» dell’Ordine da vivere, da coltivare e da trasmettere. Il nostro mondo è frantumato in molti modi: il contemplativo invece torna all’unità e costituisce un forte richiamo all’unità. Ora più che mai è il momento di riscoprire il sentiero interiore dell’amore attraverso la preghiera e offrire alla gente di oggi nella testimonianza della contemplazione, come pure nella predicazione e nella missione, non inutili scorciatoie, ma quella sapienza che emerge dal meditare «giorno e notte nella Legge del Signore».

La Famiglia Carmelitana - continua il Pontefice - ha conosciuto una meravigliosa primavera, in tutto il mondo, quale frutto donato da Dio, dell’impegno missionario del passato. Oggi la missione pone ardue sfide, perché il messaggio evangelico non è sempre accolto e talvolta viene addirittura respinto con violenza. Non dobbiamo mai dimenticare che anche se siamo gettati in acque torbide e sconosciute, Colui che ci chiama alla missione ci dà anche il coraggio di attuarla, affrontando i pericoli e persino la morte. Ricordiamo soltanto i due grandi martiri contemporanei: Santa Teresa Benedetta della Croce e il Beato Titus Brandsma. La Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo - ha concluso - accompagni i vostri passi e renda fecondo il quotidiano cammino verso il Monte di Dio.

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